UNA STAZIONE TANTO MODERNA DA NON AVERE BISOGNO DEI TRENI

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PARADOSSALE POLITICA FERROVIARIA SULLA SULMONA-PESCARA A POCO PIU’ DI UN ANNO DALLA STROMBAZZATA INAUGURAZIONE: SOPPRESSO IL COLLEGAMENTO DELLA SERA CON PESCARA

14 GIUGNO 2020 – Il treno delle 20,17 per Pescara da Sulmona è stato soppresso con l’orario che entrerà in vigore da domani. Quanti dalla Valle Peligna intendano tornare nel capoluogo adriatico debbono attendere un’ora e mezzo e salire sul convoglio che chiude i collegamenti giornalieri poco prima delle ore 22.

Ma non s’era detto, alla inaugurazione della nuova stazione tecnologicamente avanzata, che il primo impegno sarebbe stato quello di incrementare i collegamenti sul tratto della Roma-Pescara che richiede minori interventi strutturali e che, comunque, non richiede opere d’arte come gallerie e ponti? Gli inni di lode alla Rete Ferroviaria italiana non si sono ancora spenti che Trenitalia gioca al ribasso, per risparmiare, come non fa neppure “TUA” che ne avrebbe tanto bisogno. E’ vero che RFI ha deciso che, per non rischiare con il trasporto di sostanze altamente incendiarie, non accetterà più sulla rete ferroviaria convogli che trasportino tale merce in misura superiore a quella già trasportata nel 2018 (quindi ancora di meno di quanto è stato accettato nel 2019) mentre il mondo dell’industria ha bisogno di trasferimenti importanti. Veramente bastava evitare che, come è successo a Pioltello, i binari fossero di… legno e pare si potesse evitare il disastro che è costato la vita a numerosi viaggiatori, con il processo penale ancora in corso per accertare le colpe di quegli omicidi. Ma tant’è: un pezzo di binari di ferro era stato sostituito con binari di legno, con il rischio di cambiare il nome in Rete Lignea Italiana.

Negare ora un piccolo collegamento di 60 chilometri è qualcosa che non si giustifica neppure con le esigenze di evitare i processi penali. E’ ben strana una Rete Ferroviaria Italiana che inaugura stazioni ad “alta” tecnologia e poi le condanna sostanzialmente alla desertificazione oppure addirittura le evita costruendo a 500 metri una “bretella” per realizzare una linea che le destinerà a costituire una avanzata tecnologia da discarica. Che ci fosse una collaborazione tra la Rete Ferroviaria Italiana e il Cogesa?