UNA STADERA PER PESARE L’ARTE DELLA CITTA’

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Il sen. Accili taglia il nastro; il primo a destra è Gino Morbiducci, patron della galleria d’arte.

C’era anche Giuseppe Bolino, non ancora presidente del Consiglio regionale e assessore alla Sanità. Dietro di lui Santarelli, della fabbrica che produceva ancora coperte abruzzesi

La prima a sinistra è Maria Carla Morbiducci, la seconda Agata Di Giannantonio, già colta dal fuoco sacro dell’Arte, che la porterà a guidare l’attuale Istituto Italiano di Moda in Via Ovidio a Roma; poi Concezio Barcone, all’epoca corrispondente de “Il Mezzogiorno” diretto da Paolo Cavallina e, primo a destra, Antonio Paolini, collaboratore de “Il Mattino” e da pochi mesi collaboratore de “Il Tempo”, come rimarrà fino all’ottobre 1979, quando per un improvviso malore morì su una scrivania della redazione in Corso Ovidio 222

GRANDI PERSONALI E COLLETTIVE NELLA GALLERIA DI GINO MORBIDUCCI

18 febbraio 2019 – Era un grande luogo d’arte la galleria “La Stadera” in Via Roma, allestita e mantenuta da Gino Morbiducci, che ospitava le migliori firme di artisti, in “personali” e “collettive” che venivano inaugurate con grande risalto mediatico. Nelle grandi stanze di Palazzo Corvi Remo Brindisi è tornato più volte; collaborava con Gino la figlia Maria Carla, venuta a mancare in giovane età. Morbiducci animava anche le estati di Pescocostanzo; il confronto con l’oggi serve a testimoniare quanto il tono della città di allora sia andato perso.

E accanto al sen. Accili c’era anche Alfonso De Deo, neanche lui “ancora” (sindaco di Sulmona)

Le foto che proponiamo oggi a 47 anni di lontananza, riprendono una inaugurazione, con il senatore democristiano Achille Accili.

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