UN PAESE IN BRACCIO AL VIADOTTO

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ILLUSIONI OTTICHE DEI TEMPI DELL’AUTOSTRADA FORTE E GENTILE

24 NOVEMBRE 2019 – Adesso sono fragili come grissini: ma negli anni Settanta i viadotti della A25 reggevano… interi paesi. Questa illusione ottica viene dalla Stazione di Pratola Peligna Superiore (quella sulla linea Sulmona-L’Aquila) e dà l’impressione, ma con il fascino del bianco e nero che rende tutto più reale e concreto, categoricamente contenuto in una gamma ristretta e perciò indiscutibile, che il lungo viadotto da poco inaugurato (quello che, per intenderci, porta da poco più avanti dello svincolo di Pratola alla galleria di San Cosimo) regga tutta Prezza, con i suoi frantoi scavati nella roccia, con le case degli emigrati che allora erano in parte ancora arredate, prima che i tetti si sfondassero e l’acqua devastasse anche le piccole opere d’arte di muratori e decoratori di una bella epoque che si era insinuata lungo le stradine in salita, tra gli odori di legna accatastata per l’inverno e di vino degli antri al riparo dall’umidità. Echi ripresi da un archivio fotografico che al “Tempo” nella topaia di Corso Ovidio 277 conteneva oltre diecimila immagini di vita vissuta, di persone, oggetti, animali, calciatori, rapinatori, benefattori e tutto il genere di una società viva.

Il timbro delle foto stampate nel laboratorio della redazione

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