UN MESSAGGIO PER OGNI CONDOMINIO

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7 FEBBRAIO 2019 – L’immagine della statua di Ovidio, il nome del Vate sulmonese, la frase che ha creato scompiglio (perché forse è questo il destino di un poeta e di Ovidio in particolare) campeggiano su un balcone di un condominio di periferia, tra le cose comuni, tra gli affetti che le legano alle persone comuni.

Ovidio in ogni condominio, come del resto si fa a Pescara, una città nuova che avrebbe tanto voluto Ovidio nei suoi “maggiori”.

Via Michele Torcia ( palazzi “Celidonio”) non è la Piazza XX Settembre. Non ci terrà mai un comizio Matteo Salvini e non c’è una statua di Ovidio con la quale confrontare l’immagine per vedere se è vera oppure una biblioteca per leggere e convincersi che Ovidio parlava proprio dell’ospite in senso assoluto: non del vicino di casa, né del compagno di lavoro, né del compagno d’armi.

Clotilde Iavarone, che ha ripreso l’idea dello striscione in Piazza XX Settembre, vuole che le frasi di Ovidio, quella sull’ospitalità in particolare, entrino a far parte delle cose quotidiane dei Sulmonesi, a più di un chilometro dalla statua del Ferrari. Ed entrino a far parte delle cose quotidiane degli Italiani: di tutti, anche se non sanno neppure chi è stato Ovidio e quale è stato il suo destino di ospite in terre inospitali, ma prima ancora di poeta che considerava l’accoglienza quando stava a Roma e scriveva le “Metamorfosi”, mentre non gli mancavano denaro, celebrità e affetti.

Bottega di Rubens FILEMONE E BAUCI – olio su tela 1620 ca – Vienna Kunsthistorisches Museum

Clotilde Iavarone invita le cittadine, i cittadini e le Associazioni di Sulmona e della Valle Peligna a fare altrettanto. “I balconi e le finestre, vestiti  di questo messaggio, parleranno per noi” aggiunge.

Empio è colui che non accoglie lo straniero” (da Le Metamorfosi di Publio Ovidio Nasone <Filemone e Bauci> Libro XVIII Cap.XVI “….DIQUE SUMUS, MERITASQUE LUET VICINIA POENAS IMPIA, DIXERUNT;…”)” puntualizza la prof. Iavarone mentre srotola dal suo balcone una copia conforme del primo srotolamento.

“E’ la copia dello stesso striscione srotolato dalla sua finestra dall’avvocato sulmonese Teresa Nannarone in occasione della manifestazione elettorale che Matteo Salvini ha tenuto in piazza XX settembre il 27 gennaio. Un atto individuale che placava gli animi dei cittadini appartenenti alle diciassette Associazioni Sulmonesi che avevano annunciato una manifestazione pacifica dal nome “Restiamo Umani –Valle Peligna” ma  avevano avuto il divieto di praticarla dalla Questura e dalla Digos per ragioni di sicurezza, e che erano stati autorizzati a esprimere il loro libero pensiero solo in luogo chiuso, nella sede della CGIL”.

“Essi si sono sentiti rappresentati da quel messaggio dal valore universale, senza limiti di tempo e di spazio, il valore di superamento di egoismi che portano alla esclusione del diverso e alla miope difesa delle appartenenze: il valore che si chiama umanità e civiltà. Nel contempo quel manifesto riscattava il principio costituzionale della libertà di pensiero e della libertà di espressione in pubblico che era stata loro negata.

“Ma quel manifesto di libero pensiero ha suscitato i più inqualificabili istinti di perversione e violenza verso l’autrice,   espressi sui social da persone che, come dice con magnanimità la stessa Teresa Nannarone, sono il chiaro messaggio < di una deriva d’odio, di un pensiero distorto che è stato inoculato e raccolto da menti spesso fragili>.

“Con l’esposizione permanente dello striscione dalle finestre e dai balconi esprimiamo il nostro libero pensiero,  solidarietà alla cittadina Nannarone e disdegno per gli autori degli insulti e istigazione alla violenza.”

 

 

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