SULLA ROMA-PESCARA I BINARI SONO DI FERRO MA LA LOGICA NO

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CONTRADDITTORIE INIZIATIVE DI RETE FERROVIARIA ITALIANA IN TEMPI DI MAGRA E CON LA PROSPETTIVA DI RIPETERE LA GAFFE DELLE AUTOSTRADE PARALLELE A24 E A25

3 MARZO 2020 – Il sindaco di Sulmona punta molto sulla ferrovia Roma-Pescara, secondo quello che ha diffuso oggi. “E’ già da tempo, infatti, che ho chiesto il potenziamento della Pescara- Sulmona- Roma, come in occasione del convegno di maggio 2019sulla “La trasversalità Tirreno-Adriatica, opportunità di sviluppo per le aree interne” e in altre occasioni di pubblico dibattito, al fine di sollecitare il Governo regionale e nazionale ad avviare, in tempo utile, entro la data di revisione dei Corridoi europei dei trasporti (Ten-T), l’iter per il riconoscimento di un Corridoio intermodale Tirreno- Adriatico. La Pescara-Roma” continua il sindaco “è una direttrice ferroviaria strategica per lo Stato e, come ricordò l’Amministratore Rfi Gentile proprio a Sulmona, alla presenza del presidente della Regione Marsilio, ha già un suo finanziamento, grazie ad un contratto di programma 19/21 fra Rfi e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pari a 1.9 miliardi euro, di cui oltre 300 milioni già finanziati. Ma occorre attrarre nuovi investimenti per completare quanto già programmato. Nel progetto, che vede la velocizzazione del tratto Roma-Avezzano e l’aumento della frequenze dei treni sulla Sulmona-Pescara,  ci sono 600 milioni di opere prioritarie. Si tratta di una serie di interventi e sofisticate tecnologie che farebbero diminuire i tempi di percorrenza sulla tratta fino a 2 ore e 30 con fermate a Chieti, Sulmona ed Avezzano, con la tratta Sulmona-Roma stimata in 1 ora e 48 minuti. Gli interventi sulla Sulmona Pescara, invece, potrebbero far ridurre i tempi di fino a 45 minuti, non escludendo ulteriori riduzioni di tempo grazie ad accorgimenti più oculati”.

Se non si risolve il sottile equivoco che vuole, da un lato, il potenziamento della Roma-Avezzano-Pescara e, dall’altro, la costruzione della alternativa a questo collegamento, cioè la Roma-Poggio Mirteto-L’Aquila-Pescara (che non per niente si fonda sulla bretella di Santa Rufina per evitare addirittura la stazione di Sulmona), sindaci e presidente di Regione potranno invocare quanto vogliono “nuovi stanziamenti”, ma sarà sempre impossibile che “lo Stato”, pur avendo necessità di un collegamento tra Roma e Pescara, si prodighi in una riedizione della sconcertante gaffe di due autostrade parallele tra Roma e l’Adriatico, aventi origine entrambe alla biforcazione di Torano e approdanti a poco più di trenta chilometri l’una dall’altra (Alba Adriatica e Pescara Nord). E’ un dato di fatto, che il sindaco e il presidente di Regione (ma neppure l’amministratore delegato di RF) possono smentire, che L’Aquila sta cercando di realizzare, con i fondi della ricostruzione (ricostruzione di…una linea ferroviaria mai esistita), il tratto tra Poggio Mirteto e L’Aquila, da ricavare partendo dalla Roma-Firenze, per poi proseguire lungo la Valle dell’Aterno (tutta da elettrificare) e sboccare a Pescara, saltando Sulmona o, peggio, beffardamente sfiorandola.

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