SUI BINARI CORRONO LE CANDIDATURE

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PARADOSSALE GARA A CHI SPARA PIU’ BAGGIANATE SUI TEMPI DI PERCORRENZA TRA ROMA E PESCARA – SONO LE CREDENZIALI PER I NUOVI CANDIDATI SINDACI

8 OTTOBRE 2020 – Sull’alta velocità della ferrovia Roma-Pescara tutti corrono in vista non tanto dell’inizio dei lavori, quanto delle elezioni comunali di primavera. Finora non si ha la prospettiva di un solo bullone; anzi, a giudicare dalla imputazione che i vertici di Rete Ferroviaria Italiana hanno rimediato per la tragedia di Pioltello, neanche di bullone potrebbe parlarsi, perchè il disastro è stato provocato da un pezzo di binario di… legno. Ma stare a guardare il particolare è roba da giornalisti, merce rara ai tempi attuali.

Sta di fatto che, per quanto siano stati rivolti inviti a non sparare balle, piovono rivendicazioni sulla prospettiva di… collegare Roma con Pescara in due ore, non in elicottero, ma con il treno. Non con una galleria da Tivoli a Bugnara, ma passando ancora per Cocullo, Pescina, Riofreddo, Tagliacozzo, Carsoli, Tivoli. E sì, perchè nuove tecnologie saranno applicate a raffica nelle stazioni e lungo i binari, ma una rettificazione del tracciato di 130 anni fa non fa parte neanche dei sogni; quelle cose costano ed hanno tempi lunghi, gli ultimi a farle sono stati i liberali dell’800 con Quintino Sella. Su per gli antichi tratturi il treno dovrebbe sfrecciare a 160 chilometri orari, invece degli attuali 60 (che sono poi grosso modo quelli dell’epoca della locomotiva di “La vita è bella” con Benigni, conservata al deposito di Sulmona, nella foto del titolo). Eppure, cifre alla mano e senza essere ingegneri, mezz’ora sarebbe sempre necessaria da Pescara a Sulmona; mezz’ora sarebbe sempre necessaria da Tivoli a Roma (intendiamo per mettere il piede sul marciapiede di Termini, non per avvistare i serbatoi di Porta Maggiore). Il resto, cioè circa 130 chilometri con almeno quattro fermate, andrebbe percorso appunto a poco meno di 160 chilometri all’ora.

Sgorga oggi dal Comune l’ultimo proclama: “Il treno Roma – Pescara in due ore è finalmente realtà”. La fascinazione è subito seguita dalle affermazioni della sindaca, che risparmiamo al lettore, perchè, avendo parlato di quaglie e allocchi che credono a queste baggianate, non vogliamo trattarlo nè come quaglia, nè come allocco.

Una spiegazione per tale rincorsa a chi la dice più grossa si può individuare nella necessità di cavalcare la tigre prima delle elezioni comunali di primavera. Infatti, c’è il vantaggio che nessuno potrà protestare, alla fine del mandato del prossimo sindaco, affermando che la Roma-Pescara non sarà stata realizzata. Sei miliardi e rotti non si spendono in cinque anni, anche se a L’Aquila ne hanno già spesi 50 in dieci anni per il terremoto, ma in quegli ambienti operano altri criteri.

Dunque, è assai possibile che la poltrona di sindaco sarà offerta a chi saprà mentire meglio; cioè a chi avrà la faccia di bronzo di dire che i treni sulle montagne viaggeranno alla media di 160 Km/h senza precisare che questo potrà avvenire nel quarto millennio, seppure. Poi tutti ad applaudire perchè da Pescara Centrale a Pescara Tribunale (i gaffeur citano ancora Pescara Porta Nuova che non esiste più…) ci saranno tre binari e da Pescara Tribunale a San Giovanni Teatino due. E sono soddisfazioni. Infatti, lo sviluppo delle aree interne e la ripresa dell’economia di Sulmona sono direttamente legati ai traffici di Megalò e dell’Ikea…