“SPAZIO OVIDIO”, CERTO: COME AD ATENE LO “SPAZIO OMERO” E A FIRENZE LO “SPAZIO ALIGHIERI”

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LE INSOSPETTABILI DOTI ESPANSIVE DELLO “SPAZIO PINGUE” MENTRE DOPO QUASI QUATTRO ANNI DALLA SCADENZA DEL BIMILLENARIO SI PARLA DI UNA PROROGA DELLA LEGGE DI FINANZIAMENTO

25 DICEMBRE 2020 – I politici di Sulmona sperano di campare sulle proroghe della chiusura del tribunale e sulle proroghe delle celebrazioni per il Bimillenario della morte di Publio Ovidio Nasone. E’ un quadro desolante, che racconta tutto il senso di torpore e la sonnolenza che avvolge il territorio. La sen. Di Girolamo fa una premessa: “L’anno ovidiano doveva essere il 2017, anno in cui ricorreva il bimillenario. A fine 2020 siamo stati ancora alle prese con l’ennesima proroga per non perdere i fondi” e poi cerca di spiegare: “Cercando di sintetizzare, la valutazione dei progetti è affidata al Comitato Promotore, al Comitato Scientifico e al Comitato di giovani studiosi dell’opera ovidiana, di età inferiore ai 25 anni denominato “Comitato dei 50 ovidiani”, selezionati con apposito bando del Ministero dell’Istruzione e dell’Università. Il Comitato Promotore è presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri o suo delegato ed è composto da: un delegato del Ministero dei Beni Culturali, un delegato del Ministero dell’Istruzione, dal Presidente di Regione Abruzzo, dal Sindaco di Sulmona, dal presidente della DMC “terre d’amore d’Abruzzo” e tre personalità di chiara fama della cultura e letteratura latina, esperti di Ovidio e nominati con apposito Decreto. Solo dopo la realizzazione del Comitato Promotore, lo stesso organo costituisce il Comitato Scientifico composto da non più di dieci personalità di chiara fama della cultura e letteratura latina, esperti di Ovidio. Le attività di Costruzione della struttura, presentazione e valutazione dei progetti, relazione conclusiva e rendicontazione delle somme ricevute e spese pubblicate sull’apposito sito internet creato ad Hoc devono svolgersi tutte in un anno! Ecco perché, l’anno ovidiano sarà celebrato nel 2021, quattro anni dopo la sua ricorrenza del 2017″.

E ce lo potevano dire prima. Se al “Comitato per il Bimillenario della morte di Ovidio” un componente è il presidente di “DMC Terre d’amore”, possiamo capire perché non si fa mai giorno. “DMC” è un organismo che si compone di quote del “COGESA”, cioè della società per lo smaltimento dei rifiuti del centro-Abruzzo. Per quale motivo mai abbia comprato le quote della DMC non lo spiegherà mai nessuno; ma una volta che queste quote stanno in mano ad una società, che tutto quello che è riuscita a produrre è la puzza bestiale che invade intere frazioni di Sulmona e talvolta pure la statua di Ovidio in Piazza XX Settembre, possiamo comprendere bene che il Bimillenario non si è fatto nel 2017 e non si farà neanche in edizione straordinariamente fuori tempo.

Togliete la DMC dal Cogesa; anzi toglietela del tutto. E Ovidio potrà sperare che, duemila anni dopo la sua morte a Tomi, qualcuno lo ricorderà nella Sulmona che amava tanto e alla quale pensò proprio dalla relegazione nel Ponto Eusino.

“Da anni la questione rimbalza sui giornali tra strumentalizzazioni, accuse e corse ad accaparrarsi il merito di non aver fatto perdere fondi alla città di Sulmona” continua la sen. Di Girolamo.“Ma nessuno ha ancora spiegato perché ancora non si riesce a realizzare quanto previsto dalla norma e a rendicontare le spese in modo che i fondi siano erogati senza la necessità di prorogarli di anno in anno” aggiunge la sen. Di Girolamo, che non sapeva, forse, di quelle quote che il Cogesa detiene in DMC. Non perda tempo ancora a sbrogliare la matassa di incastri che la legge scritta da una aquilana e da una parlamentare di Forza Italia non poteva non nascondere.

La corona d’aglio sulla testa di Ovidio apposto da Fabio Spinosa Pingue e “Fabbricacultura” in prossimità del Bimillenario

Ignorava la sen. Di Girolamo, che, oltre ad essere controllata dal Cogesa, DMC “Terre d’amore” è presieduta da Fabio Spinosa Pingue, principale artefice, insieme ad Anna Berghella di “Fabbricacultura”, dell’incoronamento di Ovidio a base di serto d’aglio? E come faceva a non capire che, dall’alto delle sue doti di magìa che per lungo tempo nel Medioevo gli sono state riconosciute, Ovidio ha dato il meglio di sé (che è, appunto, il meglio di Ovidio e abbiamo detto tutto) per impedire che la legge fosse attuata da chi lo ha incoronato d’aglio invece che di alloro?

Se quelle sono state le premesse; se ancora oggi il massimo del Bimillenario pare sia celebrato nella costruzione, nell’antico convento di Santa Caterina, dello “Spazio Ovidio” (che è quanto di meno poetico si possa pensare per un bimillenario di un poeta e che sembra un’altra versione dello “Spazio Pingue” di Fabio Spinosa Pingue; avete mai sentito in Atene, dello “Spazio Omero”; e pensate che Proietti abbia mai pensato di chiamare il Globe-Theatre “Spazio Shakespeare” o avete letto, vicino al Ponte Vecchio, di uno “Spazio Alighieri”?), è più opportuno che di Ovidio si continui a leggere l’opera celebrata in tutto il mondo e che ci si prepari a tributargli un dignitoso Trimillenario, che almeno avrà il pregio di non essere organizzato da DMC-Cogesa, Pezzopane-Pelino, Di Girolamo-Casini.