SI MAPPANO I RIFIUTI CHE POTEVANO ESSERE RACCOLTI A TEMPO DEBITO

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LA GIUNTA ANNUNCIA LA “MAD” CHE ASSEGNA A “ECOGEST” SENZA PRIMA FARE UN “AEC” O UN “RALC”

16 GENNAIO 2021 – L’assessore all’Ambiente, Manuela Cozzi, dà fiato alle trombe per una operazione di individuazione dei siti degradati dall’abbandono dei rifiuti: “Ieri la Giunta ha deliberato l’aggiornamento della Mappatura delle Aree Degradate (Mad) nel territorio di Sulmona, realizzata dalla Società Ecogest. Si tratta di uno strumento di programmazione che, con l’individuazione dei siti e dei costi necessari al ripristino dei luoghi, consente di intervenire subito con ripulitura e bonifica delle prime aree di degrado e di approntare sistemi di videosorveglianza tesi alla salvaguardia dei siti contro la ignobile pratica di abbandono dei rifiuti. Inoltre grazie a tale puntuale ricognizione si dovranno reperire le ingenti risorse specifiche che non possono essere coperte dal bilancio ordinario dell’amministrazione.  L’ approvazione attuale del Mad sottolinea l’impegno che questa Amministrazione sta dedicando alla salvaguardia dell’ambiente e infatti ci pone fra i pochi comuni in Abruzzo dotati di tale strumento, quindi, in pole position per accedere a sostegni finanziari specifici di Regione e Ministero. Gli uffici sono già al lavoro per accelerare la ripulitura delle prime discariche con fondi comunali nell’ambito delle convenzioni in essere con fornitori locali e attuare in tempi brevi i primi interventi”.

Ci sono vari aspetti che contrastano con i toni positivi della giunta comunale. Saremo ottocenteschi, ma non comprendiamo perché una mappatura in una città di poco più di ventimila cittadini debba essere affidata ad una società che, presumibilmente, assorbe per questo servizio preparatorio già una buona parte delle “ingenti risorse”.  A stilare la “Mad” non basta il CPm (Corpo della Polizia municipale)? Tra l’altro, rientrano nei compiti istituzionali del Vigili le indagini per l’accertamento delle violazioni in questo settore. E poi, per sinergie evidenti, una perlustrazione a bordo di motociclette e macchine d’ordinanza consente di accertare anche diversi altri reati o illeciti amministrativi che angustiano la città, soprattutto nelle zone periferiche. Sorvolando su quel “già” che colloca temporalmente in anticipo una azione di vigilanza che, se intrapresa negli anni scorsi, avrebbe evitato che i degradi giungessero al punto nel quale sono giunti, veniamo al nocciolo della questione: si sarebbero mai dispersi illecitamente tanti rifiuti se il COGESA, preposto alla raccolta, avesse tenuto in funzione un’area dedicata a ricevere i rifiuti ingombranti che volonterosamente i sulmonesi si incaricavano di portare con propri mezzi fino a “Noce Mattei”?

L’impianto del Cogesa

Il sequestro di quel punto di raccolta, disposto dalla magistratura, è dipeso dal destino cinico e baro, oppure dal modo nel quale il Cogesa ha condotto la propria attività (anche a non voler parlare di come raccoglie i rifiuti in città)? E ancora: chi andava a conferire i propri rifiuti doveva passare attraverso la valle dell’inferno dei miasmi di una discarica tenuta nel modo nel quale si teneva la discarica del Cogesa. Compito del Cogesa sarebbe stato quello di curare come si deve un servizio di raccolta dei rifiuti ingombranti che non lasciasse aspettare gli utenti per intere settimane e per raccogliere non più di quattro o cinque articoli.

Dove si scrive del Cogesa, chiaramente, si intende anche il Comune di Sulmona, che ne fa parte e lo incensa per questioni legate a riferimenti politici.

In conclusione, prima di commissionare una Mad (mappatura aree degradate) è utile farsi un Aec (approfondito esame di coscienza) e darsi un imperativo Ralc (Raccogli almeno le cicche) per riscontrare quanti insulsi proclami in materia di rifiuti sono stati strombazzati. E per prognosticare che anche questa mappatura, a tre o quattro mesi dalle elezioni comunali, ha qualcosa che non convince proprio.

Pure per le pile e i medicinali la raccolta ha fallito gli obiettivi. Adesso l’Ecogest mapperà anche questi bidoni vicino a Porta Napoli? E a chi è da imputare il degrado, se i sulmonesi hanno correttamente conferito pile e farmaci?
Sempre per attingere al linguaggio delle sigle che affascina la giunta, in Piazza Garibaldi, prima della mappatura, si dovrebbe imporre al Cogesa un “RALC” (Raccogli almeno le cicche)