SCOSSA SISMICA SOTTO AL COGESA

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4 LUGLIO 2019 – Alle 8 circa di stamane una scossa di 1,6 grado della scala Richter si è sprigionata al di sotto dell’impianto del “COGESA” a Noce Mattei, cioè all’inizio della strada provinciale per Pacentro dal bivio per le Marane, ad una profondità di 13 chilometri.

Il sito è quello non distante da un piccolo agglomerato che fu letteralmente ricoperto da una frana, provocata da altro terremoto (di entità  molto più grave) nei secoli passati. Ma l’evento di oggi conferma che la condizione del terreno sul quale sorge l’impianto per il trattamento dei rifiuti non è molto dissimile da quella ove ricorrentemente si sono verificati terremoti negli ultimi anni.

Il che vuol dire che quei terreni sono sottoposti ad un continuo stress tellurico e che qualunque opera edile che vi si trovi viene sollecitata con frequenza apprezzabile. Tradotto in soldoni questo discorso (che già complicato non è), non ci vuole un genio a capire che qualunque trattamento di coibentazione delle vasche nelle quali di recente sono stati ammassati i fanghi tossici del porto di Pescara è destinato a infrangersi per le continue scosse di terremoto. E non ci vuole un genio a comprendere che uno strato di materiale isolante, sia guaina di catrame, sia ogni altro elemento chimico formante uno strano resistente al percolamento delle schifezze estratte dal porto di Pescara e regalate da Luciano D’Alfonso e Andrea Gerosolimo a Sulmona, quando si rompe lascia passare i veleni che nessuno ha voluto in Abruzzo, consentendo che raggiungano la falda delle acque che dalla Majella corrono fino al bacino di raccolta di Popoli-Bussi. E il Cogesa continua ad accogliere i rifiuti che pare di capire creano lavoro e quindi ricchezza.

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