RITROVATO IL LIBRO RUBATO CHE PERO’ RESTA SEMPRE RUBATO

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DAL CONVENTO DI SULMONA ERA FINITO IN CALABRIA E ADESSO AD AQUILA

18 APRILE 2021 – Un libro del 1661,”Commentarius R.P. Cornelii Cornelii a Lapide in Esdram, Nehemian, Tobiam, Iudit, Ester, et Machabeos” che narra la storia del popolo di Israele, era stato sottratto dal convento dei frati minori francescani nel 2006. E’ stato ritrovato e consegnato, dai Carabinieri del nucleo di tutela del patrimonio culturale, al convento di San Giuliano dell’Aquila, dove si sta allestendo una biblioteca che comprende tutte le dotazioni del convento di Sulmona, ormai soppresso.

Poi qualcuno ci spiegherà perchè istituzioni più antiche, come il convento di Sulmona, siano state incorporate in istituzioni più recenti solo perchè adesso L’Aquila è capoluogo di provincia. Che c’entra l’organizzazione territoriale amministrativa con la storia della Chiesa? E’ come se, dovendo ridurre il numero di diocesi, si accorpasse quella di Sulmona, più antica di vari secoli e tuttora più grande e prestigiosa, a quella dell’Aquila. Se una diocesi è stata formata perchè le esigenze del culto sono cresciute, quando queste si riducono è giusto che si torni all’assetto precedente. Oppure i conventi sono luoghi più santi se stanno vicino al Prefetto? “Il Vaschione” ha aderito alla lettera aperta vergata dall’avv. Lando Sciuba, dell’Istituto per lo studio dell’esecuzione della pena, per reagire alla chiusura dell’Archivio di Stato. Ma adesso occorre che qualcuno scriva al Papa per impedire che gli organi della Chiesa seguano criteri ridicoli come quelli della ripartizione amministrativa statale. Basti dire che i capoluoghi di provincia stanno tutti nella metà nord dell’Abruzzo e che L’Aquila rappresenta da sola la metà di tutta la regione. Per caso la diffusione del Vangelo segue le strade dell’Anas, oppure la cura delle anime è una pratica sanitaria da ricopiare dalle aziende socio-sanitarie?

Nella foto del titolo il simbolo di uno dei molti conventi con sede a Sulmona, con grandi dotazioni librarie: la ruota di Santa Caterina all’ingresso nella attuale Via Angeloni