RFI PUNTA SULLA TRADOTTA DA L’AQUILA A PESCARA

123
Stampa questo articolo

SCONCERTANTI PROGETTI PER DEFRAUDARE LA ROMA-PESCARA

5 NOVEMBRE 2019 – Interrogativi complessi quelli che si pone il Partito Democratico da Sulmona in questi giorni di intensa attività di divulgazione dei progetti ferroviari per l’Abruzzo: ““Assicurata la realizzazione del collegamento ferroviario veloce L’Aquila – Pescara in tre anni”. E’ quanto riportato sulla stampa locale di qualche giorno fa. A fronte di simili investimenti tesi a consolidare collegamenti tra i due maggiori centri della Regione di cui nessuno, tranne i diretti interessati, avvertiva quest’urgente bisogno, cosa si prevede per le aree interne e, significativamente per il nostro territorio, al fine di arginare il progressivo quanto inesorabile declino socio-economico?” esordiscono i “dem”, che tornano, quindi, sulle dolenti note circa la effettiva domanda di servizio ferroviario tra L’Aquila e Pescara, che pare, ad oggi, si aggiri sui dieci passeggeri giornalieri, cioè dieci persone che prendono il treno per andare da L’Aquila a Pescaara. Come si ricorderà, su queste colonne abbiamo evidenziato che, a fronte di poco più di un’ora di viaggio con una automobile di media cilindrata, chi prenderà il treno non potrà impiegarci meno di un’ora e tre quarti, anche nel migliore dei casi e cioè quando sarà elettrificata la linea Sulmona (o meglio: Santa Rufina) – L’Aquila.

Ma la linea tra Pescara e L’Aquila non serve tanto a collegare due città che hanno pochissimo interesse ad essere collegate con il treno, quanto a far uscire L’Aquila dall’isolamento attuale, che la vede dipendente dall’aggancio con Sulmona e, più esattamente, di terminale di un’ asfittica rete cui si vorrebbe dare valenza regionale. L’Aquila cesserà di essere terminale decentratissimo quando, nell’ambito dei collegamenti tra Tirreno e Adriatico, si costruirà il segmento di ferrovia tra Poggio Mirteto e L’Aquila, così da aggiungere ad una linea moderna, quale è quella già esistente da Roma a Poggio Mirteto il tratto fino al capoluogo abruzzese, da costruire ex novo, ma con i fondi della ricostruzione post terremoto, secondo l’ossimoro molto praticato dagli aquilani di ricostruire anche quello che non hanno mai avuto.  A quel punto si registrerà il definitivo abbandono della Roma-Pescara, che per una decente rettificazione non può contare sui fondi per la… ricostruzione.

Le ipotesi che il Pd continua a coltivare riguardano il destino di una stazione, come quella di Sulmona, addirittura privata  del traffico da L’Aquila a Pescara: “Ci accontenteremo dello scambio bretella ferroviaria Santa Rufina con l’ulteriore inevitabile declassamento della nostra Stazione ferroviaria, col rifacimento del piazzale della Stazione che a quel punto non si capisce bene a chi tornerà utile, se non ad una residuale, quanto ininfluente utenza? E meno male che i vertici di RFI nella persona di uno dei suoi massimi dirigenti, peraltro definitosi con orgoglio sulmonese doc, ci rassicurava in un convegno del tutto inutile che avrebbe curato innanzitutto gli interessi di questa città con la c.d. metropolitana leggera Sulmona – Pescara. Che fine ha fatto quel progetto? Quando verrà realizzato?”

Verrà realizzata quando sarà elettrificata la Sulmona-L’Aquila e sarà stato sbancato l’Appennino da Poggio Mirteto a L’Aquila. Elementare, Watson.

Please follow and like us:
error