QUESTO QUESTORE NON TOLLERA QUESTIONI

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VIETATO IL FUNERALE ROM ANCHE PER UN MITE ANZIANO – ORA SULMONA SARA’ SICURA ANCHE DI NOTTE?

4 GENNAIO 2020- E’ inflessibile questo questore. Non consente che ecologisti vari piantino un alberello sul sito ove tra poco si sprigionerà l’inferno di CO2 con la centrale di spinta della SNAM; la manifestazione simbolica in effetti prevedeva l’ingresso su proprietà privata. Non consente il funerale secondo il “rito rom”, con carrozza a quattro o sei cavalli e musica, perché “il corteo solenne avrebbe potuto dare adito alla spettacolarizzazione dell’evento con effetti negativi sulla comunità locale e sull’ordine pubblico”. E’ questore da poco e non sa che i funerali dei Di Rocco si sono svolti sempre così, anche lungo il Corso, tanto da richiamare curiosi da altre città; è questore da poco e non sa che rischi per l’ordine pubblico ai funerali dei rom di Sulmona non si sono neanche lontanamente profilati.

Da ultimo, non ha letto il certificato penale di Arcangelo Di Rocco, che aveva solo la passione dei cavalli e li aveva venduti e comprati, ma non aveva mai avuto un precedente con la giustizia. Lo incontrammo una volta, con il suo cappello di cuoio e con il cravattino nella giacca a spalline strette; se ne andava con il suo bastone, portato più per eleganza che per reggersi. Con noi c’era Francobaldo Chiocci, che da inviato speciale del “Tempo” (quando il giornale tirava 200.000 copie) aveva visto di tutto e di più nell’orbe terracqueo e che rimase colpito di come l’uomo andasse con assorta dignità solitaria e gli avrebbe fatto domande e ne avrebbe raccontato la storia se avesse avuto un punto di contatto che diluisse le incrostazioni tra chi si sente diverso o solo teme che una intrusione possa spezzare l’equilibrio di quell’andare per conto suo.

Un’altra volta, in una manovra di retromarcia per un parcheggio difficile vicino al “Borghetto”, lo vedemmo all’ultimo momento nello specchietto e frenammo appena in tempo; lui non aveva potuto fare un salto per mettersi al riparo ed era rimasto un po’ impaurito. Ma non aveva perso una briciola del self control, né aveva avuto una reazione per lo scampato pericolo; aveva guardato con un po’ più di interesse chi fosse alla guida con tanta disinvoltura.

Bambini rom in Piazza Garibaldi nel 1977

Però il suo funerale è stato depredato della componente secolare, come fosse stato quello di un pregiudicato e di un giovane rampante con collusioni infelici. Se ci fosse stato da porgere l’estremo saluto a qualche incallito delinquente, allora vietare il funerale “ricco” avrebbe avuto un senso. A Santo Stefano, il giorno dopo Natale, Santino Spinelli, che è anche titolare di cattedra universitaria (nella foto del titolo mentre suona “Oci ciornie” una settimana fa), ci ha raccontato che conserva rapporti a Sulmona con i Di Rocco; certo non è detto che avrebbe suonato, ma chissà se nell’occasione non avrebbe fatto una eccezione. Lui ha suonato davanti al Papa; forse questo questore gli avrebbe vietato di suonare davanti ad un parroco…

Adesso comunque l’anno è cominciato bene. Questo questore si potrà far valere impedendo il far west che ogni fine settimana (e talvolta di più) caratterizza il centro di Sulmona: coltellate, inseguimenti nei vicoli, minacce “Ti sparo in bocca” che svegliano i residenti. Ora abbiamo un questore inflessibile e forse potremo cominciare a dormire di nuovo tranquilli. Oppure, quando chiameremo, qualcuno ci risponderà che “A quest’ora in questura il questore non c’è…”?

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