PLEBISCITO PER LA CONFERMA DELLA GESTIONE DA CATASTROFE DEL COGESA

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I SINDACI VOTANO VINCENZO MARGIOTTA E NASCONDONO LE PROTESTE DEGLI UTENTI DELLA RACCOLTA DI RIFIUTIQUALCHE RIFLESSIONE SULLE ELEZIONI DI SECONDO GRADO

Un mezzo del COGESA non va per il sottile all’ingresso della Villa

29 MAGGIO 2020 – I sindaci del circondario hanno confermato il gerosolimiano Vincenzo Margiotta alla guida del COGESA, organismo consortile che dovrebbe provvedere alla raccolta dei rifiuti del comprensorio e allo smaltimento. Al termine della riunione solo cinque o sei Comuni si sono opposti, a fronte dei sessanta che si sono ritrovati sulle posizioni fin qui sostenute.

Con queste elezioni di secondo grado si finisce per ritrovarsi Angelo Caruso alla presidenza della Provincia e Vincenzo Margiotta alla presidenza del COGESA, sostanzialmente senza neppure una valutazione sulla qualità dei servizi che i rispettivi enti offrono ai cittadini. Se la viabilità provinciale è quella che è, con morti e feriti, soprattutto tra motociclisti, che incappano nei fondi stradali da tratturi e se il Presidente Caruso canta le imprese della ricostruzione del ponte sul Giovenco, sul fronte dei rifiuti andiamo anche peggio: immondizia indifferenziata proveniente da Roma ad esaurire la autonomia di una discarica che sarebbe durata per qualche decennio e tra cinque o sei anni dovrà cambiare sito; fanghi velenosi del porto di Pescara dirottati su Sulmona perché nessuno li voleva e il quadro politico regionale faceva in modo che l’assessore Gerosolimo si accordasse con D’Alfonso (in cambio di non si sa che cosa, ma forse si saprà nei prossimi mesi) per risolvergli il problema delle discariche; odori nauseabondi che angosciano i cittadini delle Marane di Sulmona; mezzi di raccolta misteriosamente incendiati con dolo durante la notte e appalto per automezzi in noleggio; brevetto di “refolo” escogitato da chi poi compra le quote di una società che pubblica anche un giornale della quale partecipava lo stesso Vincenzo Margiotta (che ancora non spiega cosa c’entri un giornale con una società di smaltimento di rifiuti); riduzione del servizio di raccolta dei rifiuti soprattutto per l’organico (che invece richiederebbe più frequenti passaggi) per risparmiare (quando invece si assume personale a spron battuto); l’allargamento dell’ambito consortile a L’Aquila con i suoi rifiuti indifferenziati che rendono frustrante la raccolta con i mastelli nei centro-Abruzzo e fanno risparmiare solo gli aquilani; bilanci che contengono partite non realizzabili perché nel frattempo la società debitrice è stata collocata in concordato preventivo.

Il COGESA pensa ad assumere con metodi ritenuti illegittimi da una dirigente del Comune e non sa organizzare neppure la raccolta minima

Tutto questo è stata ed è l’amministrazione di Vincenzo Margiotta, ma i sindaci che si riconoscono in Andrea Gerosolimo sostengono che così occorre proseguire. Non c’è di che: il meccanismo è tale per cui gli utenti del COGESA giorno e notte se la prendono con il COGESA anche con blocchi stradali e i sindaci che votano l’attuale establishment del COGESA si fanno scudo di questo consorzio per non ritrovarsi i cittadini sotto casa a protestare. Questo è l’effetto delle “elezioni di secondo grado” che hanno infettato la democrazia per le sconcertanti trattative che portano a queste elezioni. E la stampa di regime (che c’è come c’era nel Ventennio e forse pure di più) parla di “plebiscito”. Forse questo è l’unico termine adatto, perché richiama i “plebisciti” sull’Unità d’Italia, che solo adesso si scopre come fossero organizzati. Speriamo non si debbano attendere 150 anni per sapere come è andata per il COGESA. Basterebbe che gli utenti chiedessero chiarezza sbattendo i pugni sul tavolo, senza tanti complimenti, a questi sindaci che li tradiscono politicamente; ma i pochi che l’hanno fatto sono stati frenati pure dalla stampa che si dichiara oppositiva, come il coronagerme.

Un tir sulla Via delle Marane per il trasporto di rifiuti da Roma
Il timido intervento di un cittadino delle Marane ad un incontro organizzato nel febbraio scorso dal Germe, nel quale voleva dire che preferirebbe pagare qualcosa di più di tassa di raccolta piuttosto che sentire le puzze della discarica
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