PIU’ CHE UN SINDACO SI CERCA UN COMMISSARIO

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SCONCERTANTI INDIRIZZI PER LE PROSSIME ELEZIONI – E’ UNA SULMONA CHE SI AUTOFLAGELLA

20 DICEMBRE 2020 – Girano voci sui prossimi candidati sindaci. Una proposta sarebbe quella di Bruno Vespa. Altre pescherebbero nell’ambito di chi non è politicamente schierato oppure non lo è stato in termini di grande caratterizzazione. Sono, comunque, tutti nomi di persone che non hanno vissuto a Sulmona e che darebbero tempo ed energie perché tutte in età di pensione.

Che cos’è: un commissariamento della città? Tutti quelli che, con solenne liturgia, sembra si accingano a disvelare una pepita d’oro che altri non sono riusciti a trovare, vogliono dimostrare che Sulmona non ha neppure le energie e le idee per guardarsi dentro e valorizzare un cittadino che sia stato sulmonese fino in fondo; che abbia sofferto le vicende della prosperità degli anni Settanta e la crisi dei decenni successivi; che abbia sentito i muri scricchiolare nella sua casa il 6 aprile 2009 e poi il 17 gennaio 2017 e magari anche il 7 e 11 maggio 1984; che conservi nel cuore le molte cose belle fatte per i monumenti e le piazze negli anni Ottanta e in parte Novanta e sia in grado di tramandarne il metodo;  che abbia vissuto anche il periodo della fioritura culturale con l’inaugurazione di associazioni e atelier d’arte; che abbia avuto la fortuna di percorrere senza meta il Corso Ovidio incontrando casualmente persone come Carlo Autiero, Italo Picini; ma anche imprenditori che puntavano tutto su questa città pur rimanendo persone concrete e semplici, lontane dalle luci della ribalta?

Perché Sulmona è ridotta ad un livello di così bassa autostima da dover pensare che solo stando lontano si possano fare cose pregevoli? Ci sembra che in questa autoflagellazione non interferisca la nota divisività che serpeggia tra persone e gruppi e partiti. Questa c’è sempre stata, anche nei periodi d’oro della Belle Epoque (quando l’inaugurazione di una stazione ferroviaria al centro di due linee fondamentali poteva equivalere all’apertura di un aeroporto oggi) e, appunto, della svolta degli anni Settanta. Ma non ha impedito progressi e non ha interdetto traguardi di rilievo.

Che cosa c’entra Bruno Vespa, che verrebbe calato su questa città con la mentalità aquilana, della quale si è sempre manifestato esemplare di rilievo?Quando mai questo personaggio ha speso un pensiero per Sulmona? Chi dice che spenderebbe un’ora del suo tempo per Sulmona? Giunse a interpellare in diretta un presidente del Monte dei Paschi per strappargli l’assicurazione di un finanziamento per tutta la basilica di San Bernardino (quando “L’Aquila mea” chiama…). Questi non sono metodi sulmonesi; e se abbiamo qualche chiesa rotta in più dell’Aquila, non fa niente.

Anche tra chi è sulmonese fino al midollo si indicano persone in avanzato stato di… pensione.

Possibile che non si trovi il nome di un giovane al di sotto dei quaranta anni, che abbia il fuoco nelle vene e l’argento vivo tra i neuroni e che possa sedere a Palazzo San Francesco senza quel senso di sconfitta che immancabilmente avvolge chi è entrato in contatto con l’amministrazione di questa città negli ultimi venti o trenta anni?