“PEZZOPANE FACCIA PER SULMONA QUELLO CHE FA PER LA SUA L’AQUILA”

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SEVERA (E GIUSTA) RISPOSTA DELLA SINDACA ALLA PROVOCAZIONE DELLA DEPUTATA SULLA LEGGE PER OVIDIO

13 GENNAIO 2020 – “E’ evidente che la parlamentare del Pd Stafania Pezzopane non ha saputo far valere il suo ruolo presso il Governo, concretizzando la legge sul Bimillenario ovidiano, e per questo suo fallimento non può scaricare le colpe sul sindaco della città con un insolito sgarbo istituzionale” risponde subito la sindaca di Sulmona alla nota diffusa dalla deputata. “Oltre il danno, la beffa – aggiunge -. Si attivi per rimediare presso il Ministro dei Beni Culturali del suo stesso partito, dimostrando di tenere a questa legge e a questo territorio come dice, al di là delle numerose passerelle di cui è sempre stata molto prodiga in città”.

E’ una legge fatta malissimo” prosegue il sindaco “complessa e farraginosa, con un iter assurdo che non ha consentito l’avvio delle attività legate al  Bimillenario entro ben due anni dall’approvazione. La mancata operatività della legge dipende dal fatto che il Miur non ha mai nominato i 50 studenti e il nuovo Governo non ha neanche individuato i rappresentanti del Miur e del Mibact per il Comitato Promotore che non si è mai riunito. Ora trovo fuori luogo che una parlamentare, che non è riuscita a concretizzare la legge in tutto questo tempo a favore di questo territorio, dimostrando scarsa attenzione, adesso accusi il sindaco“. Casini riepiloga l’iter dei suoi interventi: “Ho fatto tutto quanto era nelle possibilità di un sindaco, sollecitando i Ministeri competenti per l’attuazione della legge nonché per la proroga della stessa sin dall’aprile 2019 (Prot 17326)” e delle cose che, per iniziativa della Regione e di sponsor privati.

E riprende con fervore, e senza i soliti buonismi dei sulmonesi che debbono stare con i piedi in mille scarpe, quello che abbiamo sostenuto proprio qualche ora fa su questo giornale: che, cioè la Pezzopane si muove con tempismo quando vuole e quando le conviene e poteva benissimo seguire l’iter della legge: “come si è attivata per far finanziare milioni la sua L’Aquila dimenticandosi troppo spesso di Sulmona” sottolinea in conclusione la sindaca di Sulmona.

Non sarà sufficiente a recuperare i finanziamenti perduti, ma è utile ricordarlo.

Che la legge sia stata fatta malissimo è certamente vero: basti pensare che nel Comitato figurava Fabio Pingue, che mise una corona d’aglio sulla statua di Ovidio in Piazza XX Settembre per vendere più bulbi nei suoi supermercati. E la Deputazione di Storia Patria tacque; come tacque l’Università della Libera Età; come tacque il Rotary; come tacque il “Premio Sulmona”; come tacquero tutte le altre sedicenti associazioni e istituzioni culturali della città, ad eccezione dell'”Archeoclub”; tutti ignavi e pusillanimi, per lo più intruppati con i reticoli di aspettative di finanziamenti della DMC, pagata dalla Regione, ma gestita da Fabio Pingue per Sulmona. Ma la risposta di “Archeoclub” ha segnato un importante elemento di rottura e ha dimostrato che si può ancora fare cultura con spirito libero. E, dal punto di vista qualitativo, la reprimenda del Polo Museale d’Abruzzo, istituzione dello Stato, con le dichiarazioni della dott.ssa Lucia Arbace, ha dimostrato che, pur con tutti i silenzi delle mezze tacche, l’offesa al nome di Ovidio e alla sua immagine non rimane impunita duemila anni dopo la morte. Rispetto ai microbi locali, si sono levate voci di altissimo livello, come quelle di intellettuali di livello internazionale per chiarire che la battaglia di questo giornale era sacrosanta.

Ora la sindaca mette i puntini sulle i nell’unico modo utile per fare chiarezza verso questa deputata dalle mille iniziative televisive di infimo livello. Ed è già un passo importante; se vorrà raccontare tutte le altre mancanze degli intellettuali a gettone di Sulmona, le nostre colonne sono aperte al suo contributo.

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