PER LA ROMA-PESCARA CI VUOLE UNA TASK, FORSE

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RIDDA DI VOCI SU UNA “ALTA VELOCITA'” LUNGO LA FERROVIA DEL 1889 AMMODERNATA CON QUALCHE SEGNALE A DISTANZA E TRE FERMATE IN MENO (SENZA RINUNCIARE A CARSOLI) – ALLA BASE CI SAREBBE UNA IMPRECISIONE DEL PREMIER CONTE

6 GIUGNO 2020 – Idea più stravagante non potevano trovare designando una “task force” contro le “fake news”. Ma per l’Alta Velocità sulla Roma-Pescara la fantasia è subissata dal reale. Forse per una imprecisione del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte; forse per una antica aspirazione, che passò negli anni Ottanta attraverso la formula già vecchia del “Pendolino” che sì e no andava sulla Roma-Ancona; fatto sta che da 48 ore stampa e siti internet non abbandonano mai lo slogan oggi politicamente corretto di una “Freccia Rossa” tra Sulmona e Prezza, o a Riofreddo. Venghino, signori: il tutto costa solo due miliardi di euro, quanti ne spenderà lo Stato per dare degli input a Rete Ferroviaria Italiana e toccare con la bacchetta della magìa i binari che Silvio Spaventa volle nel percorso possibile a quei tempi, fatto per le gloriose vaporiere che marciavano a 50 km orari, fino all’ultimo esempio della sbuffante protagonista di “La vita è bella”, presa dal deposito di Sulmona per accompagnare Roberto Benigni nel lager e il figlio miracolosamente salvo a strillare “Abbiamo vinto”.

Senza una galleria da Anversa alla Marsica e qualche altra opera d’arte decisamente impegnativa si risparmieranno manciate di minuti nel tragitto quasi medievale tra Sulmona e Tivoli; qualcosa di più nei tratti da Sulmona a Pescara e da Tivoli a Roma. Ma siamo ancora nelle fake news quando pensiamo, come i meditabondi organizzatori di convegni remoti e recenti, che i due mari, le due Ostie, cioè le bocche di uscita del Pescara e del Tevere, possano essere collegati in novanta minuti, ma anche in centocinquanta. Nei progetti di RFI c’è ancora la soppressione di qualche fermata (peraltro conservando quella di Carsoli che non ha nessuna intersezione con altre linee ferroviarie) e il rifacimento degli scambi. Tutte cose, quindi, che non renderanno mai concorrenziale la ferrovia rispetto all’autostrada, a meno che, per come sono stati ridotti i viadotti dell’autostrada, si dovranno articolare sensi unici alternati per rifare quello che la Strada dei Parchi non ha rifatto pur incassando i pedaggi.

Se alla task force non ci stessero i personaggi che ci stanno (difficile fare la task con i forse, peggio che scrivere la storia con i se), forse segnaleremmo queste panzane alle “competenti autorità”, come si scriveva nei giornali degli anni Cinquanta. Ma adesso ci accontentiamo di lasciare che sgorghino dubbi dal mascherone della Fontana del Vecchio, che è sempre la cosa più centrale e riconosciuta a Sulmona.