PER I TRIBUNALI UNA PROPOSTA DI BASSA LEGA

170

Stampa questo articolo
IL FINANZIAMENTO DAGLI ENTI LOCALI (CHE GIA’ ANNASPANO)

29 OTTOBRE 2019 – I consiglieri regionali della Lega hanno presentato una proposta di legge di iniziativa del Consiglio Regionale per chiedere al Governo la modifica del Decreto Legislativo 155 del 2012, con il quale il Governo Monti riorganizzò i tribunali in esecuzione della delega votata sotto l’ultimo Governo Berlousconi, con i voti anche della Lega.

Nel marasma che precede la fine, i tribunali di quattro città abruzzesi sono sottoposti ad accanimento terapeutico. Ogni comunità toccata dalla prospettiva della chiusura sancita per legge sembra ricercare una via di uscita autonoma, forse nella speranza che le differenti strategie possano moltiplicare le speranze di successo: si è parlato di accorpamento di due tribunali su quattro, per salvarne due; si è parlato di laboratorio per un tribunale di montagna, quale potrebbe essere quello di Sulmona, o forse anche quello di Avezzano. La Lega ha rilanciato in questi giorni la soluzione che la legge per la riduzione dei giudici di pace prevedeva nel caso che ad accollarsi le spese di gestione degli uffici fossero i Comuni. Quindi, dal partito di Salvini sale in Abruzzo l’opzione di far carico agli enti locali della conservazione di uffici che, per la loro ricaduta sull’economia, sono anche il volano di molte attività essenziali.

Peraltro, una soluzione del genere non tiene conto che la facoltà prevista per gli uffici dei giudici di pace presenterebbe costi straordinari se applicata a uffici complessi e gravemente deficitari, come i tribunali, che non debbono rispondere (e per fortuna) a criteri aziendalistici e che garantiscono un servizio gravemente in passivo finanziario perché lo Stato deve essere presente, anche se non riesce a conseguire un pareggio di bilancio. Sarebbe come dire che nelle Forze Armate lo Stato non dovesse concepire il rosso di bilancio; oppure che nell’istruzione le tasse di iscrizione dovessero compensare gli stipendi, i fornitori, la manutenzione degli edifici. Lo Stato “è” in quanto ha un esercito; tanto più lo Stato non può rinunciare ad amministrare giustizia. Dunque, deve affrontarne per intero i costi.

L’idea di gravare gli enti locali (sia essa pure la Regione, che non può definirsi ente locale, ma che ha comunque un carattere distintivo nella territorialità) delle consistenti spese di gestione di quattro tribunali non considera che, per dare risposte autonome e perciò equidistanti, la Giustizia deve esprimersi con quanta più distanza possibile dalla fonte di finanziamento. Già adesso è invasiva la presenza dei politici nelle vicende di amministrazione della giustizia. Si può ben prevedere come un politico che debba garantire un flusso continuo di risorse pretenderà una sorta di riguardo da parte dei giudici e, per il caso che non lo riceva, possa calibrare a suo piacimento (o con molta discrezionalità) il funzionamento del “suo” ufficio giudiziario.

Da ultimo, una soluzione del genere suggerito nel marasma che attanaglia attualmente i quattro tribunali non provinciali non tiene conto evidentemente dell’andamento statistico, con la sensibile diminuzione delle controversie e, quindi, del gettito proveniente dalle iscrizioni a ruolo. Lo sbilanciamento, conseguente all’accollo di queste altre spese, renderebbe ancora più distante l’ obiettivo minimo di sana gestione delle casse degli enti locali, che attingerebbero quindi a nuove tasse. Per paradosso, lo Stato continuerebbe a farsi carico dei tribunali dei capoluoghi, con spaventose differenze dei cittadini davanti alla legge (fiscale, in questo caso).

Insomma, l’”uscita” di questi giorni è sintomatica del disorientamento davanti alla sciagurata decisione di sopprimere i tribunali non provinciali, peggiorata dalla concomitante conservazione di un tribunale, come quello di Chieti, a quindici chilometri da quello più grande e più funzionale di Pescara.

E di fronte a queste assurde riforme della geografia giudiziaria dovrebbero pagare i cittadini delle città defraudate dei loro tribunali? Ma a quale libro leggono quelli della Lega?

Please follow and like us: