NUOVE INDENNITA’ AI DIRIGENTI REGIONALI PER SBANCARE DI PIU’ I CONTRIBUENTI

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E’ UN TREND NAZIONALE, MA NON GIUSTIFICA LO SFACELO DEI PRIMI 50 ANNI DI AUTONOMIA ANCHE IN ABRUZZO E ANCHE DELLA COSIDDETTA AMMINISTRAZIONE DI “DESTRA”

31 MAGGIO 2020 – E’ “solo” del 50% l’aumento delle indennità per i dirigenti della Regione Abruzzo. Lo ha detto, restando serio, l’assessore regionale Guido Liris, che si appoggia alla media degli aumenti nelle altre regioni per sostenere che l’Abruzzo è parco di benefici ai propri dirigenti.

Gli otto Capi dipartimento percepivano fino a ieri l’indennità di posizione in 44 mila euro; passeranno a 66 mila euro. Poi si potrebbe aggiungere l’indennità di risultato, che costituisce un altro 25%, irrobustito del 50%.

La gestione di Marsilio si sta rivelando come una silenziosa marcia dei pinguini verso le riserve auree della Regione e serve ad indicare quali ben maggiori assalti i contribuenti subiscono in altre regioni, compresa la Lombardia, che ha ingigantito l’effetto del coronavirus con una sostanziale impotenza dei vertici regionali: altro che indennità di risultato. La panoramica di questi sconcertanti riscontri a 50 anni dalle prime elezioni regionali conferma che la disgregazione dello Stato, voluta dalla introduzione di enti inutili e dissipatori, passa attraverso la moltiplicazione del debito pubblico. Non per altro le Regioni sono servite più di ogni ente a conservare il consenso alle parti politiche che le hanno governate e che proprio nei momenti di maggiore necessità dell’unità nazionale, cioè nella battaglia contro la pandemia, si sono messe di traverso, costringendo il governo nazionale a battaglie legali davanti ai Tribunale amministrativi regionali. Spese pazze si aggiungono, poi, a questi aumenti sconsiderati per i dirigenti: come quella che al “governatore” Marsilio va ricondotta in merito alla “promozione” della comunicazione sulle metodi di contenimento della pandemia. Insomma, sembra proprio che l’opposizione di ieri, cioè quello che si fa chiamare governo di “Destra” (ove per Destra dovrebbe intendersi il partito di Giorgia Meloni, che nei giorni scorsi ha dato prova di conoscenza della geografia anatomica alludendo al pap test per sconfiggere il cancro al seno…), non appena giunge nella stanza dei bottoni provveda subito ad articolare un propria cura ricostituente, per lo più finanziaria, e ad estenderla a coloro che è meglio assecondare piuttosto che mettere in riga.

Nella foto del titolo: l’angelo latore di abbondanza sul frontale della Fontana del Vecchio, detta “Vaschione”: un preannuncio aragonese per gli assessori alla Liris che portano doni robusti ai dirigenti a spese dei contribuenti: quello che, riprendendo una volgare massima, si potrebbe dire fare gli angeli con i doni degli altri.

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