NON SOLO LE QUAGLIE, ANCHE GLI ALLOCCHI CREDONO ALL’ALTA VELOCITA’ SULLA ROMA-PESCARA

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IL PROGRAMMA DI INVESTIMENTI DI SEI MILIARDI E MEZZO RIGUARDA LE AREE METROPOLITANE DI ROMA E PESCARA – DA SAN GIOVANNI TEATINO A TIVOLI CI VORRANNO SEMPRE TRE ORE E MEZZO

7 OTTOBRE 2020 – La ministra per le infrastrutture De Micheli (nella foto del titolo) ha parlato della linea ferroviaria Roma-Pescara in una conferenza stampa, stamane a Roma, alla quale ha partecipato anche il presidente della giunta regionale Marsilio. De Micheli ha previsto: “Credo che ai 6 miliardi 500 milioni aggiungeremo i 250 milioni che ci servono per rendere la linea utilizzabile anche per le merci” ed ha fatto riferimento allo “spirito con cui al ministero abbiamo costruito il piano Italia veloce; un’opera che combatte la tirannia della distanza tra Ovest ed Est e interviene sulla disuguaglianza delle aree interne“. La ministra ha anche definito la Roma-Pescara  “un’opera simbolica”. In una dichiarazione poi ripresa dal TG3 regione, l’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, ing. Maurizio Gentile ha dichiarato che i lavori interesseranno prioritariamente il tratto Pescara-Sulmona e quello Roma-Tivoli; in particolare, sul versante adriatico, si porteranno a tre i binari tra le due stazioni di Pescara e si raddoppieranno fino a San Giovanni Teatino.

Le dichiarazioni della ministra e quelle dell’AD di Rete Ferroviaria sono oggettivi annunci; le scempiaggini, purtroppo propalate anche negli ultimi giorni da qualche politico, riguardano la prospettiva che il percorso da Roma a Pescara sarà effettuato tra breve in due ore. Per ripristinare la verità, va detto che i soldi che verranno da Recovery, Rilancio Italia, tric e trac vari, andranno a sostenere i tratti metropolitani della Roma Pescara: cioè serviranno a realizzare una specie di metropolitana di superficie che serve agli hinterland di Roma e Pescara. Sui monti abruzzesi continueranno a viaggiare treni alla velocità media di 60 chilometri orari, che per percorrere il tratto da San Giovanni Teatino a Tivoli impiegheranno le tre ore e mezzo che impiegano adesso. Quindi si risparmierà solo sui già veloci tratti nei quali non occorrerà realizzare gallerie o comunque opere d’arte che implichino spese rilevanti. Quando sarà completata questa segmentazione ad hoc della Roma-Pescara, si penserà all’altra scempiaggine, programmata da Luciano D’Alfonso, e, quindi alla bretella di San Rufino che collegherà “velocemente” Pescara a L’Aquila evitando Sulmona e allora si dovrà affrontare una scelta: collegare Pescara a L’Aquila per servire la platea di viaggiatori in ferrovia tra i due capoluoghi (otto persone al giorno attualmente, secondo i dati statistici); oppure mettere mano all’altra follia, che sarà la linea ferroviaria alternativa Pescara-L’Aquila-Rieti-Poggio Mirteto-Roma, per la quale sono già in dirittura d’arrivo i miliardi della ricostruzione del terremoto dell’Aquila. E così i passeggeri passeranno dagli otto attuali ai cinquanta, gli altri trovando molto più comodo e celere percorrere l’autostrada come adesso fanno.

Questa è la verità, al di là delle conferenze-stampa per gli allocchi e del rilancio delle aree interne per le quaglie.