MR. POMPEO, I SUPPOSE…

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3 OTTOBRE 2019 – Uno si aspetta che il corteo che passeggia lungo il Corso si fermi un attimo a Piazza XX Settembre; così, tanto per salutare un poeta che viveva al tempo di un Imperatore che gli americani cercano sempre di imitare e studiano ogni giorno per capire come aveva fatto a tenere da solo il mondo conosciuto per sessant’anni: aspirazione che fa bruciare di invidia i presidenti americani con scadenza, al massimo, di otto anni. Invece Mike Pompeo sembra non essersi neanche accorto della statua di Ovidio; oppure per motivi di sicurezza non poteva stare troppo fermo all’aperto e andava di negozio in negozio. Quando l’ultimo poliziotto in borghese lascia la piazza una coppia di giovani turisti ci chiede chi sia mai il personaggio. E con l’inglese di Matteo Renzi gli spieghiamo che si tratta di Mike Pompeo, il bisnonno del quale era di Pacentro, paese qui vicino. Ma non è l’inglese che fa cilecca. E’ che non sanno cosa sia Pacentro. “Il paese di Madonna, hi no?…” “Ah, Paciendro, ja”, come dire: chi non lo conosce il paese di Madonna? Un altro americano più avanti vede il corteso di auto nere e domanda chi sia mai il “boss” di cotanto spiegamento; saputo di Pompeo, fa una smorfia e agitando la mano e il braccio destri con palese disapprovazione: “Fascist”. Stavamo per chiedere che cosa significhi per lui fascista. Ma la lingua e il traduttore ci mancano.

Nella foto del titolo l’arrivo del corteo di auto e semiblindati in Piazza Tresca.  Nelle altre foto Mike Pompeo (al centro)  ripreso dall’alto mentre si avvia all’inizio del Corso Ovidio e il corteo in Piazza Tresca

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