“MI SI NOTA DI PIU’ SE VADO O…?”

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Federico studia come tornare sindaco

ASSENZE E PRESENZE IN UNA CENA DI LEGHISTI

19 DICEMBRE 2019 – L’argomento principale delle ultime ore sembra essere diventato il dilemma circa l’assenza di Fabio Federico, ex sindaco, ad una cena di ambiente leghista, nella quale è stata notata Roberta Salvati (nella foto del titolo) accanto all’ex parlamentare di Forza Italia Di Stefano.

Scaramucce sui “social” hanno portato Fabio Federico a sostenere che ormai bisogna mettersi in fila per passare dal Pd alla Lega, ma non hanno fatto che alimentare i dubbi sul prossimo candidato leghista alla poltrona di sindaco. L’anomalia di Sulmona sta ormai nel non avere in consiglio comunale né un consigliere del movimento 5 Stelle, né un leghista e questo la dice lunga sulla rappresentatività di una assise civica che si trascina stancamente verso il traguardo del quinquennio senza essere riuscita a recepire ondate politiche che altrove hanno cambiato strategie e alleanze.

Sulmona costituisce ormai una enclave impermeabile e cristallizzata sul passato. E non basta: a giudicare dalle facce che si sono notate in quella cena, la Lega non ha neppure la forza di sostenere, a Sulmona, quello che ha sostenuto in molte parti d’Italia e sicuramente in Abruzzo nelle ultime elezioni regionali: cambiamento a tutti i costi, anche se si deve rinunciare a qualche serbatoio di voti; divieto assoluto di vedere, tra i consiglieri leghisti, personaggi dal passato politico caratterizzato, e soprattutto caratterizzato a sinistra, e massimamente se caratterizzato nel Pd.

Orbene, Roberta Salvati fa parte di questa caratterizzazione. Pare sia stata anche presidente del circolo del Pd, sebbene nel circolo del Pd qualche anno fa, prima del repulisti della componente di Di Masci e di Di Masci stesso, non era facile capire neppure chi facesse parte del direttivo: erano più di settanta, tra i quali, per esempio, qualcuno puntualizzò di non essersi mai presentato e di non avere neppure la tessera del Pd.

Federico deve prepararsi ad affrontare venti gelidi nordisti

Del pari, Federico non si può dire che sia di sinistra, ma certamente una impronta con la politica tradizionale l’ha bella e stampata, essendo stato (forse) del Msi, sicuramente di Alleanza Nazionale, sicuramente del Popolo delle Libertà (o l’equivalente del partito di Berlusconi per il periodo nel quale ha assorbito Alleanza Nazionale prima di pugnalare Fini un attimo prima che Fini pugnalasse Berlusconi; che ambientino…). Insomma, la Lega in Abruzzo si appresta ad essere il caravanserraglio che il “Capitano” dice di non volere. E al Comune si appresta a sfoderare un abbraccio ecumenico che neanche Paolo Di Bartolomeo poteva concepire quando rimase sindaco dal 1966 al 1975 con le formazioni più varie.

Ecco, in questi contesti Fabio Federico forse avrà pensato, come Nanni Moretti: “Mi si nota di più se vado o se non vado?”. Ma il sospetto che non sia stato neppure invitato è forte; e che avrebbe voluto farsi notare per la sua presenza. Fa sempre in tempo a farsi notare per un partito che sia conforme al suo passato e alla sua idea di politica.

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