MENTANA E LA PANZANA DI MASANIELLO NEMICO DEL RE

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SVARIONE IN DIRETTA DEL GIORNALISTA AI DANNI DI CHI NON HA UNA STORIA TUTELATA DALLE ACCADEMIE

8 GENNAIO 2021 – Se un popolo non ha una storia tutelata perché, dopo una sconfitta, deve accontentarsi di quella che altri raccontano al posto suo, può accadere che tutto venga affermato insieme al contrario di tutto. Succede da 160 anni per il Regno delle Due Sicilie, a proposito del quale si fanno le ricostruzioni più varie perché per quasi 160 anni nessuno ha corretto la fake hystory.  Nessuno ha temuto di prendersi un 4 in Storia perché non c’è mai stato un cultore che desse i voti su quello che si diceva intorno ai Borbone, al popolo napoletano, al panorama internazionale che ha portato alla conquista del Regno del Sud. E’ di oggi una affermazione curiosa che il giornalista Enrico Mentana ha consegnato alla trasmissione “Propaganda Live” per sottolineare una alleanza assurda dei giorni nostri: “E’ come dire – ha paragonato  – che Masaniello avesse gridato “Viva il Re”

Tommaso Aniello di Amalfi, artefice di una rivolta nel 1620, non fu l’antesignano dei garibaldini scesi in mille per sbancare l’esercito borbonico fatto di molti generali traditori. Masaniello il 7 luglio gridò, guarda tu, “Viva ‘o Re ‘e Spagna, mora ‘o malgoverno”, proprio perché la protesta non era rivolta al Re; era la protesta contro certe appendici dell’amministrazione a Napoli. Comunque, era un ribadirsi sudditi per invocare l’intervento del Re.

Purtroppo, dal Nord, nei giorni nostri, non si perde occasione di tratteggiare ogni episodio come indice del contrasto tra il popolo napoletano i sovrani di Napoli, cioè anche coloro che successero al Re di Spagna nel governo del Regno. E’ l’epoca, questa dei 160 anni dalla conquista del Regno borbonico di Napoli, della fortuna che arride agli storici come Alessandro Barbero, che nega la realtà del carcere di Fenestrelle, dove deperivano e morivano i soldati borbonici che fino all’ultimo avevano combattuto, prima di essere sconfitti e costretti alla resa non da mille garibaldini, ma da 120.000 soldati scesi dal Piemonte per l’annessione (Cronologia della Storia d’Italia, UTET, 2008, vol. III, pagg. 1130-1131).

Eppure non occorre “imparare la Treccani a memoria”, come cantava Fabrizio de Andrè dopo aver premesso che per stupire mezz’ora basta un libro di storia: per evitare la panzana su Tommaso Aniello basta molto meno, cioè basta sbirciare Wikipedia dove si legge che Masaniello gridava “Viva ‘o Re”. Non stiamo assecondando rigurgiti antistorici e non vogliamo far satira sul fatto che la Lombardia è l’ultima delle regioni italiane, nel 2021, a vaccinare la popolazione da un virus mortale; però che tutta Napoli sia stata sempre contro il Re, anche prima del patto con la camorra stipulato dai piemontesi per conquistarla, è una forzatura che né uno storico, né un giornalista possono scodellare, sia pure in un programma comico.