MANCA L’OK DEL GENIO CIVILE MA C’E’ QUELLO DEL GENIO POLITICO

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TRAVAGLIATE FASI DELLA PROGETTAZIONE DEL LICEO CLASSICO

8 NOVEMBRE 2020 – Non ha mai fine il percorso tecnico e amministrativo della riparazione dell’ex convento dei gesuiti in Piazza XX Settembre. Lo sottolinea il Pd: “Alla stessa stregua di un estenuante “Gioco dell’Oca” i dadi gettati sul tavolo dall’immarcescibile assessore Zavarella ci riconducono alla casella iniziale per quanto riguarda la riparazione post-terremoto 2009 del Liceo Classico Ovidio a Piazza XX Settembre. Come sancito infatti dalla delibera n°169/2020, si ricorrerà a bando per le opere da realizzare sull’immobile in questione, cancellando con un tratto di penna dieci anni – dei quali quasi cinque di questa amministrazione – di scaramucce burocratiche con il genio Civile e la Sovrintendenza alle belle Arti su un progetto che, rivisitato secondo le prescrizioni richieste, sarebbe approdato in dirittura d’arrivo. Invece, si ricomincia tutto daccapo spacciando questa trovata da “Bertoldo” come imminente inizio dei lavori. 

 Il c.d. “progetto integrato” che va in appalto, leggiamo da un articolo apparso sul sito dei Lavori Pubblici, “è stato fatto oggetto di valutazioni contrastanti e spesso di critiche. Tutti ricordiamo come l’ANAC, non del tutto a torto, sia sempre stata tendenzialmente scettica, se non dichiaratamente contraria all’istituto, sostenendo che l’appalto integrato incrementerebbe il costo di partecipazione alle gare, non diminuirebbe il contenzioso, né il ricorso alle varianti in corso d’opera e avrebbe persino una negativa incidenza sulla qualità dei lavori”. Potrebbero bastare queste semplici osservazioni, contenute su atti pubblici facilmente consultabili soprattutto da chi dovrebbe occuparsi di queste problematiche. 

Ma, anche volendole ignorare, è destinato ad essere  irrisolto l’aspetto della destinazione d’uso dell’immobile che, qualora non rispondesse alle prescrizioni vigenti in tema di sicurezza degli edifici scolastici, sarebbe l’ennesima cattedrale nel deserto di un Centro Storico già abbondantemente ricco di spazi desolatamente vuoti.

E’ di tutta evidenza che con questa decisione l’Amministrazione sta puntando al buio su una soluzione non valutabile aprioristicamente, ma di per sé ricca di forti criticità. Ad oggi nessuno può ragionevolmente sostenere che rappresenti la panacea di questa travagliatissima vicenda. Né tantomeno essere garanzia di un pronto ritorno in quella sede del Liceo Classico. Ciò che si può oggettivamente rimarcare è che finalmente ci si sta occupando del problema. Nella maniera giusta? Ai posteri l’ardua sentenza, si potrebbe chiosare.

Il sospetto che aleggia in città e fra coloro che osservano con disincanto è che si sta portando avanti l’ennesima marchetta elettorale. Si sposta il problema in avanti, demandando ad altri tecnici l’onere di una  soluzione plausibile.   Operazione nella quale sembra eccellere l’assessore “volontario giardiniere”, quello che si era sbilanciato a giugno – “liceo classico cantierabile a settembre”. In soccorso del quale arriva “il 7° cavalleggeri” con alla testa il prode Carugno seguito dalla sua delegazione, per un totale di plausibili tre iscritti”.

Il progetto per la riparazione del Liceo classico mancherà pure dell’approvazione del genio civile, ma ha senz’altro il plauso del genio politico di Massimo Carugno, che è noto alle cronache per aver sostenuto alle regionali del 2014 che bisognava votare la candidata Elisabetta Taglieri perché, presentatasi per il Psi che era una formazione lillipuzziana, aveva più possibilità di essere eletta. Poi le decisioni le avrebbero prese i partiti veri, ma vuoi mettere la soddisfazione di coltivare un bonsai della politica come il Psi… E’ lo stesso Psi che fece venire a Sulmona il sottosegretario Nencini per sostenere che la autostrada A25 doveva essere deviata da Bussi a Collarmele per evitare l’arco tracciato nella Valle Peligna. Una soluzione che aveva invero il pregio di risparmiare sulla costosa manutenzione dei viadotti di Pratola, Bugnara, Cocullo e della stessa galleria di Cocullo; e in compenso prevedeva la costruzione di sette gallerie, delle quali una più lunga di quella del Gran Sasso. Poi che Sulmona rimanesse senza autostrada e che l’Alto Sangro rimanesse privo della intersezione con la SS 17 erano questioncelle, magari pure campanilistiche.

 Con un sostegno del genere, all’assessore comunale Zavarella passerà la volontà di fare volontariato e si darà tutto all’ex convento dei gesuiti dove fino a undici anni fa era ospitato il liceo classico. Che l’edificio che ne uscirà non sarà adatto alla scuola sarà un particolare irrilevante come l’incidenza nella politica regionale del Psi del 2014; ma non si deve smettere di sperare che venga ripristinato al suo originario uso e munito di celle per monaci per ospitare i riformatori delle categorie politiche, di modo che chi meno conterà dovrà avere più spazio. Beninteso limitando la valenza di questi principi all’ambito perimetrale dell’ex convento dei gesuiti.