MA LA ZES NON RIGUARDA LE AREE TERREMOTATE

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La ferrovia per Roma accanto al Fiume Pescara

I COLLEGAMENTI EUROPEI PASSANO PER AVEZZANO, SULMONA E PESCARA PER SCELTE MILLENARIE DI ECONOMIA E DI LOGICA

3 GIUGNO 2019 – Dal Comune viene annunciato “un incontro a breve con i sindaci e amministratori del Lazio sarà il prossimo passo, dopo il partecipato convegno che si è svolto a Sulmona lo scorso 30 maggio, organizzato dall’amministrazione comunale, incentrato sulla trasversalità Tirreno-Adriatico come opportunità di crescita per il centro Abruzzo, consentendo una riflessione sul valore della Zes Abruzzo e sulle prospettive di sviluppo delle aree interne della regione”.

“Il documento, emerso dall’incontro – prosegue la nota – è stato condiviso da 20 sindaci e inviato oggi al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli  e al Presidente della Giunta regionale Marco Marsilio,  per promuovere  lo sviluppo delle aree interne attraverso  il riconoscimento di un corridoio intermodale Barcellona -Civitavecchia- Pescara Ortona-Ploce e della governance unica dei porti del Lazio e dell’ Abruzzo, in raccordo con le Organizzazioni Sindacali e Associazioni di Categoria Regionali. L’istituenda Zes, con l’indirizzo della trasversalità, potrà costituire una grande opportunità per l’Abruzzo solo se inserita in un disegno più vasto, in collegamento con la Zona Logistica Semplificata (ZLS) della regione Lazio, e generare concrete possibilità di crescita per ridare fiducia e centralità ai territori duramente provati dai tragici eventi naturali degli ultimi anni. Si potrà così rompere l’isolamento dei nostri territori solo realizzando infrastrutture all’altezza della contemporaneità, con il riconoscimento e il contributo della UE, si ritiene indispensabile promuovere un progetto di integrazione delle nostre infrastrutture con la rete europea dei trasporti, che coinvolga il territorio e valorizzi l’intermodalità, per spostare sempre più merci dalla gomma al ferro, e perseguire benefici economici, ambientali e di maggiore sicurezza”.

Che c’entrano i “tragici eventi naturali degli ultimi anni”? Se ci si riferisce al terremoto, non sono questi collegamenti che ridaranno fiducia alle zone dell’aquilano, del reatino e delle Marche che stanno tremando da una decina d’anni e che non rientrano in questo progetto; in particolare la ZES non riguarda zone riconosciute come terremotate, perché né Avezzano, né Sulmona, né Pescara fanno parte del “cratere sismico” gelosamente circoscritto dagli aquilani alla città capoluogo e ad alcuni comuni scelti a pelle di leopardo, a seconda che servivano allo sviluppo dei parchi eolici (sfruttamento dell’energia con le “pale” ormai note a tutti) o ad altre amenità del genere.

Anche nell’analisi di un dato oggettivo, cioè della centralità di Sulmona rispetto alle correnti di traffico che si muovono in Europa, la sindaca si fa prendere dal conformismo di parlare di aree interne che debbono risollevarsi dagli eventi naturali, quando sarebbe più lineare e oggettivo parlare di aree che costituiscono un percorso non sostituibile per un sano ed equilibrato sviluppo.

Oggi, in collegamento in diretta con Radio Uno, il presidente della Regione Marsilio che, a dispetto della “calata” romana, parlava dall’Abruzzo, ha rimarcato (sebbene a fatica e visto che insisteva tanto l’intervistatore) che il tragitto di questa ZES è tra i porti di Pescara e di Civitavecchia, passando “per la Valle Peligna, cioè Pratola, Sulmona, e la Marsica”. In sostanza, ha dovuto dire (o almeno far intendere) quanto sia anacronistico il progetto di potenziare i collegamenti, per esempio quello ferroviario, tra Pescara e L’Aquila (proprio l’idea sconclusionata di Luciano D’Alfonso e di Rete Ferroviaria Italiana, che vogliono escludere Sulmona con la famigerata bretella ferroviaria di San Rufino). Se c’è una linea da potenziare e rettificare, questa è solo la Roma-Pescara, che guarda caso percorre proprio il tracciato della ZES.

Allora non c’è terremoto o incendio del Morrone che debba sostenere la scelta (che risale ai Romani) per un attraversamento dell’Appennino che passi per Avezzano, Sulmona e giunga a Pescara. E Sulmona, sindaca in testa, deve avere la dignità e la forza di credere che sia proprio così, se lo dice l’Europa, e soprattutto se lo dice la logica, compresa quella economica.