MA LA ROMA-PESCARA NON DOVRA’ MAI SERVIRE ALLE GITE FUORI PORTA

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INTERESSANTE POSIZIONE DELLA CONSIGLIERA REGIONALE DELLA LEGA, CHE VA INQUADRATA NELLA ESIGENZA DI INCISIVI INTERVENTI STRUTTURALI

7 APRILE 2021 – La consigliera regionale Antonietta La Porta ritiene basilare il doppio binario fino a Vicovaro e su questa prospettiva è indispensabile una galleria tra i comuni di Vicovaro e Marcellina. Solo così si potrebbe parlare di una linea veloce (che è cosa ben diversa dall’alta velocità) tra Roma e Pescara. La Porta lo ha ribadito oggi, prendendo lo spunto dal progetto di pre-fattibilità del gruppo di lavoro congiunto tra Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti, Rete ferroviaria italiana, Regione Abruzzo e Regione Lazio. “Quando terminerà la pandemia non dobbiamo farci trovare in ritardo ma pronti con le infrastrutture” perché “velocizzare il collegamento con Roma significa dare un impulso all’economia di tutto il centro Italia” ha concluso la consigliera della Lega per Salvini.

Farci trovare pronti dopo la pandemia potrebbe anche voler dire che la scelta per l’attuale linea Roma-Avezzano-Sulmona-Pescara deve essere confermata e potrebbe richiedere un impegno costante, diremmo quotidiano, che si sviluppi anche con convegni e incontri di studio. Questi potrebbero polarizzare l’iniziativa dei politici che hanno a cuore le sorti dell’economia abruzzese, al di là del calcolo utilitaristico delle singole città.

Le posizioni sulla linea ferroviaria Roma-Pescara sono state molto oblique in questo anno scarso che ci separa dalle dichiarazioni del presidente del Consiglio Conte. Quindi ben vengano le rivendicazioni della consigliera La Porta intorno al primato per la scelta tecnica di un doppio binario almeno fino a Vicovaro; a condizione che siano collegate alle indiscutibili esigenze di rettificare il tracciato da Carsoli fino ad Avezzano e da Pescina ad Anversa, come si va sottolineando da una decina di anni, cioè da quando si sono rese più concrete le possibilità di intervento strutturale sull’intera linea. In caso diverso, la Roma-Pescara potrebbe trasformarsi in una metropolitana di superficie per il traffico pendolare che gravita su Roma. E l’Abruzzo avrebbe un beneficio molto effimero.