Ma come possono i Comuni scalcinati pagarsi il tribunale?

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PARADOSSALE INIZIATIVA PER LANCIANO E VASTO

2 FEBBRAIO 2018 – Convinti sostenitori dell’aggregazione tra i tribunali di Lanciano e Vasto e quelli di Sulmona ed Avezzano, dobbiamo peraltro sottolineare che la tanto pubblicizzata iniziativa dei Comuni al di là della Majella per sostenere economicamente i presìdi giudiziari accollandosene le spese sembra avere solo il significato di una battuta ad effetto. L’ipotesi in tal senso è stata prevista dalla legge di soppressione di tribunali, sezioni distaccate di tribuale e giudici di pace, ma limitatamente a questi ultimi, nel senso che, qualora il Comune ove aveva sede un ufficio di quella magistratura onoraria, avesse ritenuto di mantenerlo, avrebbe potuto effettuare questa opzione, affrontandone i costi. Tanto è vero che qui e là, pur di non morire di desertificazione, i Comuni hanno tirato la cinghia.

Una ipotesi del genere non è stata mai sostenuta e non è percorribile per i tribunali, perché si tratta di uffici dai costi eccezionali e perché la continuità di un tribunale non può essere rimessa alle disponibilità finanziarie di enti traballanti sotto questo profilo, come sono le amministrazioni locali. Se un Comune, come spesso accade, dichiara il dissesto, cosa sarà del tribunale, con tutti i diritti che l’interruzione del servizio coinvolge?

Lo Stato deve pagare fino all’ultimo centesimo, perché incassa miliardi con i contributi unificati per l’iscrizione a ruolo che nel giro di pochi anni sono aumentati del 750%, per cause anche comunissime come quelle da 50.000,00 euro di valore. Lo Stato dilapida non si sa quanti miliardi per “missioni di pace” che sono soltanto servilismo a favore dell’imperialismo americano e compra aerei da guerra che vanno in avaria in caso di maltempo. E lo Stato, tanto per… volare basso, mantiene un tribunale a Chieti quando ne ha uno di prim’ordine a dodici chilometri, a Pescara, nuovo di zecca e per metà vuoto. Sono queste le battaglie da sostenere, perché se un tribunale merita di essere conservato non lo debbono pagare le comunità.

(Nella foto l’area, sempre allagata, dove secondo il sindaco dell’Aquila, Cialente, sarebbero andati gli uffici dei tribunali di Sulmona e Avezzano, come se una volta accorpati non facessero parte del tribunale dell’Aquila: è la mentalità di chi si sente ospitante che non cambia mai)

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