L’ULTIMO REQUIEM E LA DEDICA ALLE VOCI DEL MISERERE

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CONCERTO IN CATTEDRALE: UNA PRESENZA DISCRETA DI CONCEZIO BARCONE

2 NOVEMBRE 2019 – L’ultimo requiem del concerto eseguito questa sera nella cattedrale fu scritto non molto tempo fa e dedicato ai coristi del Venerdì Santo “perché le loro voci non andassero disperse”, come ha riferito il maestro Sabatini nel presentare la chiusura.

Le voci della processione del Cristo Morto si staccano dai coristi e fanno l’atmosfera delle strade che la processione attraversa; sono spesso considerate incantevole ambientazione. La dedica le riprende dall’etere e le fa collegare a persone in carne ed ossa, che da secoli si avvicendano perché l’atmosfera non si spenga mai, neppure nella settimana del terremoto dieci anni fa, nemmeno durante le guerre o le epidemie. Sono una parte della Sulmona che pensa di eternarsi; quindi di persone con un’anima. Nella musica si persegue la serenità dello spirito, come ha detto il vescovo Michele Fusco in chiusura del concerto, dopo l’ultima nota del requiem che celebrava i molti che magari rientrando alla Trinità hanno pensato di riprendere il canto un anno dopo o quelli che, con esempio stoico, hanno cantato sapendo che era l’ultima volta. Avranno avuto un momento di serenità e la musica in questo avrà svolto la sua funzione.

La dedica, sebbene il maestro Concezio Barcone non abbia fatto parte di quelle voci, sembrava indirizzata a lui, che con grande umiltà ha diretto la musica del Miserere per anni, perpetuando non una voce, ma le note del nonno Federico e con questo partecipando a trasmettere la tradizione, senza altro scopo e consapevolezza di rappresentare un segmento, uno dei tanti del Venerdì Santo nei secoli dai quali esiste. La dedica del requiem di chiusura è anonima e generalizzata, come anonima, in fondo, è la musica che si diffonde nei vicoli del Cristo Morto: fatta di persone in carne e ossa che si confondono e non vogliono distinguersi l’una dall’altra. Una prova d’orchestra come la intendeva Fellini.

Nella foto del titolo il coro della Cappella Pamphiliana mentre esegue l’Ave Verum di Mozart nel concerto di questa sera