OMBRE DEL TRAMONTO, MA LUCEAN LE (5) STELLE

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FERMA POSIZIONE DEI GRILLINI, MA IL BIMILLENARIO OVIDIANO DOVE SE LO SONO MESSI?

7 DICEMBRE 2019 – Ad avviso del Movimento 5 Stelle, lo sbando al quale è costretto il mondo culturale a Sulmona (con la chiusura definitiva dell’Agenzia di promozione culturale) non è casuale: “ci stanno provando da anni a demolire tutto, a sfruttare e ad abbandonare, a dividere ed imperare, a corrodere, a non fare e a millantare, a promettere e a non mantenere, a non essere capaci: e affermiamo che se in una cosa sono davvero riusciti è stata quella di non riuscire. L’attuale indefinita amministrazione, tra maggioranze che diventano minoranze e viceversa, e viceversa del viceversa ha mischiato talmente le carte che è difficilissimo comprendere anche con chi prendersela. Non si capisce più nulla e, francamente, in questa città lottiamo ormai contro i mulini a vento. Non si fa in tempo ad indirizzare delle critiche oppure una proposta che queste, già prima di arrivare risultano obsolete, come l’assessore di turno che viene cacciato o il consigliere di maggioranza che, nel frattempo, ha cambiato indirizzo politico, nome, connotati, impronte digitali e retina”.

Del resto, l’attuale contesto è frutto di un andazzo che si va consolidando non solo sul fronte della cultura: “Dentro il nostro comune ognuno pensa al suo orticello, non c’è bando di gara che non faccia scaturire perplessità”. Da qui l’impegno del Movimento : “Il meetup amici di Beppe Grillo Sulmona sta cercando con varie attività anche extrapolitiche ed extraterritoriali e con una nuova consolidata alleanza coi parlamentari pentastellati d’Abruzzo e di altre regioni, di trovare una nuova via che possa consentire un modo all’avanguardia di vedere le cose. Senza compromessi, senza amici da “rispettare” o favori da ricambiare. Assegnando i ruoli a chi lo merita qualsiasi siano le categorie, le mansioni e rispettando le regole etiche dei concorsi che si proporranno”.

E non vale neppure rivolgersi alla sindaca: “Oggi non vogliamo ripetere per l’ennesima volta le cose che non vanno. Non indirizzeremo l’indice nemmeno verso il sindaco Casini. Non avremmo comunque riscontro e, probabilmente, chi amministra oggi, non ha neanche più la voglia e soprattutto le forze e le capacità di cambiare una rotta che ci ha portato già ben oltre i margini del baratro. Sulmona è spenta amministrativamente. Sta morendo sullo scheletro delle sue strutture tutte. Nessuno fa nulla e perfino i cittadini hanno smesso di comprendere di chi è la colpa, nello stato confusionale nel quale sono stati gettati dai politicanti sulmonesi. Al momento opportuno proporremo un programma segno di un mutamento che dovrà essere totale e richiederà la partecipazione di una città intera. Siamo sicuri che dentro ogni sulmonese stia covando la voglia di rivincita, di rinascita e di prosperità. Noi saremo pronti ad illuminare una via fatta di principi etici, voglia di fare e lungimiranza. Senza padroni e senza essere padroni, ma uniti ai cittadini per la ricostruzione morale, etica e strutturale della nostra città”.

C’è molto da condividere. E perciò li abbiamo votati alle ultime Politiche. Tuttavia, visto che sono partiti dalla Cultura, non ci hanno risposto alla richiesta di informazioni (inviata alla senatrice Di Girolamo) su che fine avesse fatto la legge per il Bimillenario. E siamo tornati sul punto anche con l’apertura dell’ultimo inserto nel numero cartaceo del Vaschione (“Il Bimillenario dei misteri”). E’ stata nominata una commissione (tra l’altro: composta anche da chi ha messo l’aglio in testa alla statua di Ovidio. E vi pare serio avercelo messo?), che non si sa che cosa abbia fatto in dieci mesi. E’ stato nominato un comitato scientifico, del quale fa parte il prof. Fedeli (che qualche disagio avrà pure a sedersi insieme a chi propugna l’immagine… commerciale di Ovidio).

Ebbene: non si sa a che punto stiano i lavori di commissione e comitato. Non si sa se i 700.000,00 euro serviranno a parlare di Ovidio, oppure, come vuole DMC (che è parte integrante dell’assetto… culturale della Regione) a realizzare in Via Angeloni una copia del Centro Studi Ovidiani (già esistente in Piazza Salvatore Tommasi, cioè nell’ex collegio dei Gesuiti). 

E perchè mai nessuno ci risponde, nonostante li abbiamo votati? Per caso hanno già acquisito il metodo democristiano, socialista e piddino, di suscitare una polemica per mettere in ombra le cose non fatte?

Nella foto del titolo l’ingresso del disastrato municipio in un suggestivo controluce di giovedì scorso

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