L’OSPEDALE DEVE GUARIRE DAL CONTAGIO DI D’ALFONSO E GEROSOLIMO

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INTERVISTA ALLA CONSIGLIERA REGIONALE ANTONIETTA LA PORTA – MARSILIO E VERI’ SI AVVALGANO DELL’AUTONOMIA RICONOSCIUTA DALLA COSTITUZIONE

28 GENNAIO 2021 – Il Consiglio Regionale ha approvato una risoluzione sul punto nascite dell’ospedale di Sulmona, su proposta della consigliera della Lega, Antonietta La Porta. Eletta due anni fa nel centro-Abruzzo, ha risposto ad alcune nostre domande.

Le ipotesi di chiusura del punto nascite a Sulmona risalgono a vari anni fa. Adesso è intervenuto l’invito perentorio del Ministero della salute a chiudere senza ulteriore proroga. In quale direzione si muove l’ordine del giorno da Lei proposto e che oggi è stato approvato in Regione?

La mia risoluzione impegna il presidente Marsilio, l’assessore Veri e la Giunta tutta ad avvalersi dell’autonomia amministrativo – gestionale riconosciuta dal titolo V della costituzione e mantenere il punto nascita nell’ospedale di Sulmona e ad impegnare il direttore generale asl affinché garantisca livelli elevati di prestazione in favore di partorienti e nascituri. A ciò aggiungo il mio impegno personale a verificare che tutto quanto sopra descritto accada in tempi rapidi.

Come valuta l’astensione del Partito Democratico, che aveva asserito, nella fase della prima prospettazione della chiusura, l’assoluta intangibilità del punto nascite?

C’è  stato da parte mia forte stupore. E’ triste d’altronde riscontrare che anche su un argomento così delicato ci si divida. Anche gli eletti a rappresentare il nostro territorio si sono astenuti dal votare la mia risoluzione nonostante l’importanza e la delicatezza dell’argomento, ma questo è. 

Noi riteniamo che la precedente giunta regionale sia responsabile della situazione disastrosa che abbiamo trovato nella sanità della Valle Peligna, e, se possibile, il fatto che un rappresentante del territorio sedesse nella stessa giunta con deleghe importanti rende le loro responsabilità ancora più evidenti. L’Ospedale è stato da loro declassato con la complicità del sindaco di Sulmona, osservarli mentre si ergono a paladini della sanità è uno spettacolo deprimente.

Può avere qualche conseguenza il dato di fatto che la Regione non abbia espresso un voto all’unanimità?

A mio avviso no, la regione andrà avanti su questa strada e il punto nascita non chiuderà. Lavoriamo affinchè il Governo modifichi al più presto l’accordo stato regioni e il decreto Lorenzin nel senso indicato. Ovviamente i cittadini ricorderanno chi si è astenuto dal votare la salvezza del punto nascita di Sulmona.

Il telegiornale regionale della RAI ha riferito che il Ministero della salute individuerebbe nell’ospedale di Isernia il punto nascite sul quale dovrebbero convergere le utenti del centro-Abruzzo. Ritiene praticabile questa scelta?

Capisco che stare seduti su una comoda poltrona del ministero renda difficile comprendere le reali difficoltà legate all’orografia del territorio: guardare le distanze utilizzando google map non è la stessa cosa che viverle e quindi sto valutando anche di invitare –appena cessata la pandemia- i tecnici del Ministero a fare un bel viaggetto da Sulmona ad Isernia.

Quindi ritengo impraticabile la scelta indicata tranne per le utenti dell’ Alto Sangro. E aggiungo che mi sento davvero di poterlo dire con cognizione di causa avendo partorito due figli nel mese di gennaio con condizioni meteo sfavorevoli, ovvero mentre erano in corso delle bellissime nevicate!

L’Altopiano delle Cinque Miglia

Il progressivo svuotamento dei servizi sanitari a Sulmona può essere connesso ad una volontà di sostituire l’attuale ospedale con un centro Covid?

In realta il covid in questo non c’ entra molto perché è chiaro che in una situazione di pandemia si cerca di recuperare laddove si può; il problema invece è che il declassamento e l’impoverimento dell’ospedale di Sulmona durano da svariati anni. Quindi le motivazioni sono da ricercare in amministratori distratti che hanno pensato a coltivare le loro ambizioni e non a rafforzare il nosocomio.

A prescindere dalla ipotesi di una strumentale politica di azzeramento delle prestazioni generalizzate, qual è la sua posizione sulla istituzione di un ospedale Covid a Sulmona?

Mi auguro che la pandemia cessi quanto prima e che l’ospedale torni alla normalità. Credo tuttavia che l’ospedale, se lo si deve trasformare in un centro covid e non in un pronto soccorso per chi presenta sintomi, debba essere dotato di competenze ed attrezzature. Ed anche in questo senso, nonostante la divisività praticata da alcuni, metterò tutto il mio impegno, certa di portare a casa un altro risultato positivo a differenza di chi, anziché rafforzare il nostro presidio, lo ha indebolito.