L’ITALIA DEL MEDIOEVO

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ESCLUSIVA PER I RESIDENTI DI DUE CASE SU UNA STRADA CHE EVITA LA FRANA SULLA PROVINCIALE DI PACENTRO

2 GIUGNO 2020 – Una strada quasi tutta asfaltata collega il punto oltre il quale non si può percorrere l’ex provinciale Sulmona-Pacentro per una frana e l’ingresso a Pacentro. Ai due imbocchi di questa stradina altrettanti cartelli con il divieto di transito sono accompagnati dalla prescrizione “eccetto residenti”. Cosa si intendano per “residenti” è un po’ difficile stabilirlo, perché  si incontrano solo due abitazioni. E poi, se solo i residenti possono percorrerla, tutti quelli che coltivano i ridenti uliveti non sarebbero esclusi dal divieto. I cartelli della segnaletica stradale eccettuano i residenti; non i ridenti (uliveti). E non sarebbero esclusi neppure i pastori che transitano con gli armenti. Proprio perché erranti, gli armenti non sono residenti e i cartelli escludono dal divieto i residenti, ma non “gli armenti”.

L’ingresso da Pacentro

Si esca dal faceto per esaminare la questione sotto altro profilo: a centinaia di anni dalla fine (almeno formale) dei privilegi riconosciuti per legge, a Pacentro si riserva una strada pubblica (tale era diventata per la destinazione da tempo immemore; ammesso che non lo fosse già da prima) a chi occupa un paio di case. Gli altri non possono neppure “bypassare” la frana perché la stradina è riservata ai soli residenti. Quindi la pubblica amministrazione, invece di ripristinare subito il traffico sulla ex provinciale da Sulmona a Pacentro, riserva una strada asfaltata alle due case che ci si trovano.

Complimenti: meglio delle quote-latte per gli allevatori leghisti del Nord.

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