LA STAGIONE POLITICA DI LEGNINI E’ NUOVA O LAVATA CON PERLANA?

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SORPRENDENTE APPELLO AI SINDACI DELL’UOMO DELLE SOPPRESSIONI (TRANNE CHE IN PROVINCIA DI CHIETI)

19 DICEMBRE 2018 – Scrive ai sindaci il candidato presidente della Regione, Giovanni Legnini e annuncia un “ascolto”, dal quale poi partirebbe per affrontare la campagna elettorale. L’ascolto si terrà sabato 22 dicembre presso l’ex Cofa a Pescara e si tratterà di “delineare i contenuti fondamentali di un progetto politico e programmatico con il quale intendo promuovere, insieme a tutte le liste e ai candidati che vorranno sostenermi, una nuova stagione di governo regionale, nel segno della partecipazione attiva degli amministratori e dei cittadini dei Comuni locali. Vorrei partire dall’ascolto e dalla condivisione di chi, quotidianamente, vive le problematiche e i bisogni del territorio, per promuovere una fase di riforme ed interventi incisivi in ogni settore della vita pubblica locale, sui diritti dei cittadini abruzzesi e sulle opportunità da riservare alle imprese e ai territori della nostra amata Regione”. Per questo invita i sindaci, i consiglieri e gli assessori di tutti i Comuni.

Una “nuova stagione di governo regionale”? Ma quella che si è appena conclusa non era la stagione del PD, dopo la nefasta esperienza di Gianni Chiodi di Forza Italia? Chi era alla Presidenza della Regione: Pinco Pallino o Luciano D’Alfonso, freddo esecutore delle linee di Giovanni Legnini che dal Consiglio Superiore della Magistratura si atteggiava a “uomo delle istituzioni” mentre seguitava a fare campagna elettorale comportandosi né più, né meno come qualsiasi altro amministratore regionale, con convegni, inaugurazioni, contatti, scelte di indirizzo anche per la politica di conservazione e sviluppo degli enti territoriali e degli uffici statali in Regione? E quanto sarebbe “nuova” la stagione politica di Legnini, che nel 2011 votò per l’abolizione dei tribunali di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto? Sarebbe la stagione di nuove… abolizioni, come sostanzialmente scelse la giunta regionale presieduta da D’Alfonso, ma manovrata da Legnini, in ordine al tracciato della autostrada Roma-Pescara, che avrebbe saltato la Valle Peligna per collegare Bussi con Collarmele? E Legnini non stava e non sta in quel Partito Democratico che ha strenuamente sostenuto il collegamento “veloce” tra L’Aquila e Pescara (un’ora e cinquanta minuti, quando in automobile ci vogliono scarsi 70 minuti) saltando, guarda un po’, Sulmona? Nuovo in effetti è stato l’impegno per costruire un’altra fondovalle del Sangro dai costi vertiginosi, guarda un po’ in provincia di Chieti.