La speranza dei sulmonesi nei volti dei filmati super8

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15 MAGGIO 2012 – Un Ottaviano Giannangeli giovanissimo e come sempre timido, ma fiero di raccontare la sua Raiano e il centro-Abruzzo, anche attraverso poesie intense; raccoglitori di uve che sembrano orgogliosi e soprattutto allegri per un lavoro semplice e comunque faticoso;

piccole feste all’aperto, riprese per fuggenti archivi di famiglia. Su tutto predomina un chiaro impulso di speranza nel futuro.

E’ questo il prodotto, in parte sorprendente, offerto dalla Rai sul canale del digitale terrestre da ieri e per tutta la settimana. Non c’è una chiave di lettura: né potrebbe essere imposta, visto che è talmente composito il panorama della vita ripresa con il “Super8”, cioè con i filmati che la RAI ha restaurato e collezionato in più di dieci anni, da scoraggiare ogni teorizzazione antropologica. Ma Sulmona con il suo circondario torna di frequente: anche per informazioni che la storia ha accantonato, per il fenomeno della rimozione, come la chiusura della ferrovia da Roccaraso a Castel di Sangro. Ben tredici anni nel dopo-guerra e in seguito agli sconvolgenti bombardamenti Sulmona rimase ancora più lontana da Napoli: sul Sangro le battaglie avevano lasciato macerie e le risorse non consentivano la ricostruzione. Addirittura alla riapertura del tratto si allestì una vera e propria inaugurazione, come se la Sulmona-Carpinone fosse stata costruita allora.

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