LA SFIDA DELLA SINDACA SI TRAMUTA IN RITIRATA

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PARADOSSALE CONDOTTA DI ANNAMARIA CASINI OBBEDIENTE AL GRANDE POLITICO DEL CENTRO ABRUZZO ANDREA GEROSOLIMO

3 aprile 2020 – Aveva accettato una sfida, ma non era al coronavirus; andava alla ricerca di foto d’epoca dei visi delle persone e l’aveva proclamato su facebook (nella foto): la sindaca di Sulmona, che, come nelle tenzoni medievali caricaturate in “Brancaleone alle crociate”, si distrae a guardarsi attorno e viene centrata da una mazzata da giostra cavalleresca (alias “botta”).

Nella sfida del coronavirus, intrapresa da quest’ultimo mentre la sindaca postava foto di facebook, Annamaria Casini ha visto in faccia il virus sfidante ed è corsa ad implorare la classificazione di “zona rossa” per Sulmona, bussando da Marco Marsilio. Bel colpo: non è neppure incominciata la tenzone con il coronavirus e non ha messo mano a nessuna delle armi ammesse che già riconosce che la città è presa: le hanno infilato malati di coronavirus sotto al naso e proprio nell’ospedale che lei aveva dichiarato che sarebbe rimasto “no covid”; ha saputo (almeno dai giornali…) che la situazione alla clinica San Raffaele era sfuggita al controllo e non ha emesso un atto formale del suo ufficio per fare da contrasto, per dire ai sulmonesi: “Io sono qui e uso i poteri che mi avete dato”. Farebbe meglio a riconoscere che nei giorni nei quali venivano introdotti i primi malati di coronavirus in un ospedale che non aveva neppure ingressi separati per preservare gli altri malati, gli infermieri, i medici, gli impiegati, il suo mandante, l’ex assessore Andrea Gerosolimo (che l’ha… collocata a fare la sindaca; strategia da poco…) tacciava di “traditori della patria” quelli che protestavano e riceveva il plauso della soldataglia a lui asservita.

Avrebbe dovuto chiedere pubblicamente il motivo di questa strana ospitalità, come avrebbe dovuto chiedergli il motivo per il quale, circa due giorni dopo, l’afflato ecumenico era svanito e pure gli sventurati pazienti covid (che generosamente Marsilio o Testa o tutti e due mandavano a Sulmona da tutto l’Abruzzo) diventavano indesiderati e venivano dati in procinto di essere trasferiti all’ospedale covid dell’Aquila (seeeh, hai visto gli aquilani che si prendono malati di coronavirus da tutto l’Abruzzo; i finanziamenti per fare l’ospedale covid, quelli sì; i malati poi vediamo).

Invece è rimasta spettatrice degli avvenimenti che le sfilano davanti, impegnata nella… sfida. Ma lo sa cosa significa “sfida”?

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