“LA CHIESA NON PUO’ DIVENTARE SOLO UNA LOCATION”

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CHIARO MONITO ALL’ANNUNZIATA CONTRO LE ESTERIORITA’ DELLA FEDE

20 SETTEMBRE 2020 – “La chiesa non può essere considerata solo una location come oggi si dice, per celebrare matrimoni ed altre cerimonie”;  con queste parole don Gilberto si è rivolto ai presenti nella Messa all’Annunziata. Lo ha fatto per cercare con loro un significato alla “fede” che non può essere “né vecchia, né nuova; è solo una; e non può essere rivestita di manifestazioni esteriori, tanto meno di attaccamento all’esteriorità. Qualcuno, che voleva che fosse celebrata una messa in una delle chiese del centro storico che dolorosamente sono rimaste chiuse per la necessità di accorpare varie parrocchie, ha preferito non farla celebrare perché questa non è “la mia chiesa”. Purtroppo non si ragiona più in termini di comunità, ma in termini di cose esteriori, come le pietre di una chiesa. E questo lo dico anche per il destino di questa città così profondamente divisa e litigiosa”. Il sacerdote ha tratto lo spunto dalle parole del Vangelo di oggi, che accenna alle nefaste conseguenze dell’invidia (il proprietario della vigna chiede a coloro che hanno lavorato dalla mattina alla sera perché si dolgono di ricevere la stessa paga di quelli che hanno lavorato per un’ora) ed ha individuato in tale sentimento, tra i più negativi, la causa di tante contrapposizioni e di liti profonde, talvolta insanabili se non con la consapevolezza di far parte di una comunità “senza passaporti, senza distinzioni per classe e tipo di lavoro, senza catalogazioni per partiti o razze”.

Se è consentito confrontare le piccole alle grandi cose, va annotato anche che uno dei più letti articoli del “Vaschione” (tra gli oltre 5000 pubblicati) è quello che riporta la descrizione che Ovidio fa dell’Invidia nelle Metamorfosi, sebbene Ennio Flaiano collochi in Sulmona il vizio capitale dell’avarizia (dopo aver collocato, ovviamente, quello della superbia a L’Aquila).

piccole cose coDon Gilberto nell’omelia di oggi