INTANTO I TRIBUNALI AL DI LA’ DELLA MAJELLA…

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NUOVI INCONTRI E INIZIATIVE PER LA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA REGIONALE

10 MARZO 2019 – Su salvaguardia e accorpamento dei tribunali di Vasto (Chieti) e Lanciano sarà perseguita la strada unitaria già decisa con un progetto comune approvato dai due consigli comunali. Lo hanno ribadito in una conferenza stampa nel Municipio di Lanciano i sindaci, Mario Pupillo di Lanciano e Francesco Menna di Vasto. Presente anche la presidente dell’Ordine degli Avvocati di Lanciano Silvana Vassalli, delegata dal collega di Vasto Vittorio Melone. “Si va avanti in sintonia – ha detto Pupillo – anche se tutte le altre iniziative sul territorio sono benvenute. Attendiamo la convocazione del ministero dove è stato depositato il lavoro svolto dalla Commissione regionale per tutelare i tribunali minori, compresi quelli di Avezzano e Sulmona. Anche al nuovo governo regionale chiediamo di riaprire il discorso”. Per Menna “va dato ascolto ai cittadini dei comprensori di Lanciano e Vasto. Il Governo deve ascoltare la nostra voce e accettare il lavoro chiaro fatto insieme ai due ordini forensi”.

C’è qualcosa che scricchiola nella certezza di alcuni soloni di Sulmona e di Avezzano di perseguire strade separate per salvare i tribunali marsicano e peligno. Può darsi che neanche l’unità di intenti di Lanciano e Vasto riesca a scongiurare una chiusura sancita da una legge e solo procrastinata nel tempo per esigenze del tribunale di L’Aquila e di quello di Chieti (dunque per questioni legate all’edilizia giudiziaria e non alla considerazione delle esigenze delle popolazioni amministrate).

Ma se dall’unità di intenti di Lanciano e Vasto dovessero scaturire un progetto di tutela e, poi, anche una effettiva conservazione di quegli uffici giudiziari (o anche di uno solo di essi) sarà curioso vedere come i sindaci di Sulmona e Avezzano e i vertici dei consigli dell’Ordine cercheranno di giustificare il raffronto con gli uffici al di là della Majella. La scadenza è, si può dire, imminente, perchè fra poco più di un anno scadrà l’ultima proroga; con la soppressione dei tribunali traslocheranno anche l’Agenzia delle Entrate, il Commissariato di Polizia, la Compagnia di Carabinieri e tanti altri uffici territoriali. Non dall’oggi al domani, ma nell’arco di pochi anni. A quel punto il carico della battaglia non sarà più degli avvocati (ammesso che lo sia stato negli ultimi anni), ma si riverserà sulle istituzioni politiche.

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