Inizio d’anno scoppiettante per le proteste contro il Fisco

195
Stampa questo articolo

L’ESEMPIO DELLA SICILIA E L’ANNIVERSARIO DEL SUICIDIO DEL CAMIONISTA DI TORRE DE’ PASSERI

3 GENNAIO 2015 – Il pensiero va ai suicidi degli anni scorsi per le cartelle di Equitalia, il più sconvolgente quello di un camionista di Torre de’ Passeri che non trovava lavoro.

Ma Pippo Barresi, in provincia di Catania, si regola in modo diverso ed ha messo un annuncio: “Dichiaro apertamente di non riuscire più a pagare, con i miei incassi, tutte quelle tasse che lo Stato mi chiede. Mi appello ai principi dello stato di necessità e della capacità contributiva proporzionale al proprio reddito, stabiliti rispettivamente dagli articoli 54 del codice penale e 53 della Costituzione, per legittimare il mio rifiuto categorico di continuare a contribuire, attraverso le tasse, alle spese per il mantenimento dei privilegi della classe politica che ci governa, vera protagonista di questa crisi economica”.

Si faranno una risata alla Agenzia delle Entrate, abituati a procedere come caterpillar, magari quando lo scalpore del gesto si sarà ridimensionato e il pover’uomo se la dovrà vedere con gli atti esecutivi. Ma il riferimento ai privilegi della classe politica che continua a sperperare per mantenere il proprio consenso a base di finanziamenti a chi galoppa meglio durante le campagne elettorali (premi letterari, pubblicazioni, consulenze fittizie, stipendi, opere pubbliche finte, completamento della fondovalle del Sangro per esempio in Abruzzo) è preciso e rappresenta la attualità della protesta inscenata dal siciliano. Sono parole piene di significato anche per l’Abruzzo, dove, come riferiamo a parte nella sezione FISCO di questo sito, il presidente della Commissione tributaria regionale, in udienza, disse poco più di due anni fa: “Avvocato, lo Statuto del contribuente sarà applicato ai nostri nipoti”; senza arrossire e senza essere rimosso, naturalmente. 

Please follow and like us:
error