INCOMPIUTA GIACENZA

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UNA RACCOMANDATA TORNA AL MITTENTE PRIMA CHE IL DESTINATARIO POSSA RITIRARLA ALL’UFFICIO POSTALE

8 MARZO 2021 – Non finisce di stupire “Poste Italiane”. Un portalettere lascia in cassetta una “strisciata” per avvisare che non è stato possibile effettuare una consegna. L’avviso indica nel secondo giorno successivo la data dalla quale si può ritirare il plico raccomandato all’ufficio centrale di Piazza Brigata Majella. Ma dalla sera stessa la lettera raccomandata parte già per tornare al mittente. Così, almeno, riferiscono a Piazza Brigata Majella, dove però non sanno né da dove proveniva la raccomandata, né chi l’avesse spedita. Per compiere la giacenza avrebbe dovuto rimanere dieci giorni a riposare e a disposizione del destinatario.

Se si pensa che “Poste Italiane” svolge anche il servizio di recapito degli atti giudiziari, si può immaginare che tipo di disastro può generare questo disservizio. Nella raccomandata ci poteva stare un verbale di sosta vietata, ma anche una citazione di una causa ereditaria, una istanza di fallimento.

Dice: chi teme tutto questo può farsi trovare a casa quando passa il portalettere. Non è facile: adesso passano nelle ore più strane, anche di pomeriggio o in prima serata.

Insomma i colombi viaggiatori erano più affidabili.

Qualche decennio fa se si portava alla “accettazione” una lettera, anche raccomandata, alle 9 di mattina, si poteva essere quasi certi che prima di pranzo sarebbe stata recapitata in città. Adesso pare che le Poste recuperino sui tempi di restituzione al mittente. Che non sia una compensazione?