IMPERVERSA IL VIRUS E LA SINDACA CHIUDE LA PORTA

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RISENTITO COMUNICATO CONTRO LA CONSIGLIERA REGIONALE DELLA LEGA – CASINI RICORDA CHE HA SCRITTO NOTE E DIFFIDE PRIMA DI FARE L’ORDINANZA per la clinica “SAN RAFFAELE”

4 APRILE 2020 – “Venti giorni di assordante silenzio interrotti per lanciare offese gratuite attraverso un giornale amico“. La sindaca (nella foto del titolo il giorno successivo alla sua proclamazione) non perora la causa della zona rossa (da lei invocata) invitando a collaborare la consigliera regionale della Lega e organizza una inquisizione con toni più indirizzabili a chi, come l’ex assessore regionale di riferimento Andrea Gerosolimo, le remava contro mentre si affaccendava a scongiurare la dissennato ricovero di malati di coronavirus all’ospedale. “Chiedo – prosegue, infatti – alla consigliera regionale Antonietta La Porta dove sia stata nelle ultime tre settimane. Non ho avuto il piacere di vederla in nessuna delle numerose occasioni in cui, in questi drammatici giorni, ho cercato di proteggere la nostra città. Dov’era  quando la dirigenza della Asl1 è venuta in ospedale ad imporre il ricovero coatto di due pazienti Covid? E non ho avuto il piacere di vederla neanche quando sul territorio, insieme ad altri sindaci e alla Protezione Civile regionale, ho effettuato il sopralluogo per reperire le strutture da utilizzare. O quando era evidente la problematica della Casa di Cura San Raffaele e tra note e diffide cercavo di evitare il propagarsi del contagio fino a dover emettere un’ ordinanza. Venti giorni di silenzio per annunciare più tamponi da parte della Regione ed i tamponi sono sempre gli stessi, anzi, se sono aumentati è grazie all’impegno di valorosi imprenditori locali. Venti giorni per offendere la sottoscritta. Si vergogni piuttosto, perché in 14 mesi di suo mandato non ho mai ascoltato la sua voce, tanto che non vi è traccia alcuna di suoi interventi nè in Consiglio nè altrove. Una consigliera eletta per caso, che dimostra di non rendersi conto neanche della gravità del momento! Lo dimostra il fatto che mentre nell’ultimo Consiglio si discuteva della gravissima emergenza lei, avvolta dal suo mutismo, si preoccupava di sostenere provvedimenti per contrastare la mafia dei pascoli (tema sicuramente importante, ma secondario rispetto al drammatico momento). Concludo auspicando che la consigliera La Porta, piuttosto che scrivere comunicati sconclusionati, si ricordi di rappresentare una Istituzione e si metta finalmente a disposizione del territorio e della sua città” conclude Annamaria Casini.

Beh, quanto a elette per caso…

Comunque, fermiamoci al merito: “ tra note e diffide cercavo di evitare il propagarsi del contagio fino a dover emettere un’ordinanza“. E doveva infestarsi la città per “emettere un’ordinanza”? E poi: quando mai si è visto che “note e diffide” impediscono l’epidemia? “Mo’ me lo segno” disse il virus…

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