Il tribunale dell’Aquila sentenzia meno di quello di Sulmona

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SORPRENDENTI STATISTICHE PER IL 2013. DUNQUE VA ABOLITO ANCHE QUEL “TRIBUNALICCHIO”?

 

8 GENNAIO 2014 – Se il tribunale di Sulmona ha depositato 744 sentenze civili nel 2013, quello dell’Aquila è andato solo poco più in là, con più giudici e soprattutto con l’incremento indotto dall’essere “foro erariale”: 855 decisioni. Ragionando con i parametri che i riformatori delle circoscrizioni giudiziarie pretendono di applicare, cioè i parametri statistici (per mandare i giudici dove servono) si dovrebbe concludere che dal 13 settembre 2015 dovrebbe chiudere pure il tribunale dell’Aquila.

La richiesta del servizio giustizia in quel circondario, se si tolgono appunto le cause erariali è molto al di sotto di quella del circondario peligno. E veniamo a spiegare brevemente in cosa consista il “foro erariale”. Narra il codice di procedura civile che tutte le volte nelle quali si confrontano una amministrazione statale e un cittadino qualsiasi, quest’ultimo, seppure sta a Vasto o a Teramo, o a Sulmona, appunto, deve andare a sostenere il giudizio nella città dove ha sede l’avvocatura dello Stato. E’ un retaggio dei privilegi dell’assolutismo regio: il pover’uomo è ridotto a livello di un questuante che deve bussare al Palazzo e non può essere l’amministrazione ad effettuare il servizio nel luogo ove lo stesso codice prevede si debba svolgere la causa. Siccome l’avvocatura dello Stato ha sede solo nelle città ove hanno sedi le corti d’appello, tutte le cause erariali dell’Abruzzo si debbono svolgere a L’Aquila. Di suo, L’Aquila avrebbe sì e no la metà delle cause di Sulmona (e un quarto di quelle di Avezzano) se non fosse rimpinguata dalle cause di tutto l’Abruzzo. Dunque, se la Giustizia deve essere modernizzata e deve seguire i criteri di una azienda, con l’occhio fisso alle statistiche e alla produttività, un tribunale che produce, in proporzione, molto meno del tribunale di Sulmona e peggio ancora del tribunale di Avezzano, dovrebbe chiudere come quelli di Sulmona e di Avezzano che chiuderanno il 13 settembre 2015. Così si realizza il risparmio, in vista del quale la riforma delle circoscrizioni giudiziarie è stata approvata con lo strombazzamento di recupero di efficienza palesato da Pdl, Pd, UDC, Lega Nord.

 E’ dunque questa la battaglia da intraprendere per soddisfare le esigenze della opinione pubblica, abituata a sentire alla televisione e sui giornali che i piccoli tribunali sono sinonimo di spreco, perchè stanno in posti nei quali non c’è richiesta del servizio giustizia. Infatti, il tribunale dell’Aquila, pur operando nel capoluogo di regione e nella sede della corte d’appello, guida un circondario nel quale, se si escludono le cause della avvocatura dello Stato per tutto l’Abruzzo, si producono meno sentenze di Sulmona, che dovrebbe essere, secondo Berlusconi, Renzi, Casini, Maroni, il paradigma delle città tranquille, dove è sprecato pure tenere un presidio giudiziario. E di certo si farebbe un piacere a tutti coloro che debbono intraprendere una causa contro una amministrazione dello Stato, se si trasferisse la Corte d’Appello e, quindi, l’avvocatura dello Stato a Pescara, per esempio.

Come va giustificata la permanenza di un tribunale nel capoluogo di regione, se i numeri sono addirittura inferiori all’ultimo dei tribunali di tutta la regione?