IL SOLE GIOCA CON LA MAJELLA ALL’ALBA DI SAN GIOVANNI

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UN MOMENTO MAGICO RIPRESO NELLA “FIGLIA DI JORIO” DI D’ANNUNZIO ALLA PLAIA DI INTRODACQUA – UNA RICERCA LETTERARIA CHE HA VALORE DI TESTIMONIANZA PER RITI ESTINTI

23 giugno 2020 – L’incontro con il sole segna un momento magico. Quando il sole rinasce, a Natale, dà l’avvio alla festa più antica e più sentita. Quando i giorni riprendono ad accorciarsi, sei mesi dopo, l’alba di San Giovanni è quella che celebra il sorgere del disco che porta energia e colori, calore e speranza. Dalla Plaia, ad Introdacqua, il 24 giugno si vede il sole rimbalzare sulla Majella: è un effetto ottico che ha fatto parlare di magìa. E ne è arrivata notizia fino a Gabriele d’Annunzio, che ha celebrato questa rinascenza ne “La figlia di Iorio”, tragedia tra le più intense della letteratura italiana, fatta di riti, per lo più inconsapevolmente allestiti da contadini incolti; attraversata da crudeltà tramandate come jus receptum: in particolare la “incanata”, che vuol dire tolleranza verso le violenze che oggi si direbbero “di genere”.

Amava molto Anversa, e quel vicinissimo lembo della montagna di Introdacqua, Gabriele d’Annunzio che ai contenuti drammatici del San Giovanni… pagano (ossimoro tutto ancora da chiarire, come è da spiegare che possa permanere un rito del sole nella festa cristiana) ha dato il valore di singolare e intramontabile repertorio dell’Abruzzo del suo tempo. La ricerca intellettuale con la trasposizione del racconto nella tragedia è giunta in tempo, prima che il rito scomparisse. E difatti lo si conosce solo per gli allestimenti ricorrenti, o per l’interpretazione artistica di Michetti. Alla Plaia, come i contadini non… cafoni di D’Annunzio, “me ne vo’ gire” dice Ornella nel primo atto della “Figlia di Iorio” (e Ornella è nome inventato da D’Annunzio, come i  nomi di tante cose e persone e istituzioni che sono arrivati fino a noi).

Dura pochi istanti l’effetto ottico del sole sulla Majella, quasi che non si voglia sollevare per affrontare la fase calante nella quale dovrà cedere giorni e notti al freddo, ai malanni, all’assenza di energia rinnovatrice.