IL PICCIONE SE LA GODE

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DISINFESTATO PALAZZO MAZARA MA NON SONO STATE CHIUSE LE FINESTRE…

23 FEBBRAIO 2021 – “Quanta agitazione!” avrà pensato questo piccione che ha seguito le fasi della pulizia di Palazzo Mazara, ordinata dal Tribunale ad un Comune recalcitrante. Da 50 cartoni di guano e altri rifiuti si è arrivati a prelevarne 170, con una lievitazione di costi che non ha precedenti.

Ma lui, il piccione, non sembra affatto turbato. Se ne sta tranquillo, ancora nell’appartamento al secondo piano dove prima erano ospitati gli uffici della SACA, trasferiti in seguito al terremoto del 6 aprile 2009.

Pure lui, che è piccione, si sarà chiesto a cosa serva mai pulire un palazzo, spendendo decine di migliaia di euro, se poi si lascia che entrino gli stessi piccioni che c’erano prima, alacri produttori di guano che bisognerà ripulire, sempre a spese del contribuente.

Anzi, proprio perchè piccione, pare si voglia complimentare con sindaca e assessori (soprattutto con quello che fa volontariato, tale Zavarella, quadro promosso) perchè gli hanno ripulito casa che, signora mia, era arrivata ad un tale punto di sporcizia che neanche al palazzo di fronte, quello degli uffici comunali. Così, i piccioni si apprestano ad accogliere la primavera: l’ennesima primavera della loro semi totale occupazione nella più bella casa di abitazione privata d’Abruzzo, come lo scrittore Giovanni D’Alessandro ha definito Palazzo Mazara.

Solo che comincia a vivere una crisi di identità: “Che i veri piccioni siano quelli del palazzo di fronte?”