IL PD: “PSICODRAMMA IN COMUNE”

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2 GENNAIO 2020 – “Lo psicodramma andato in scena all’ultimo Consiglio Comunale dell’anno, certifica – qualora ce ne fosse stato ancora bisogno – la morte della Politica in questa sventurata città” osserva il  rinnovato Pd di Sulmona che ha messo alla porta Bruno Di Masci dopo il tradimento a favore della giunta Casini e il sostegno che le ha assicurato per mesi. “Non possiamo più occuparcene come Partito analizzando il relativo dibattito e conclusioni (?? )da un punto di vista politico-amministrativo. A questo punto occorre un bravo psicanalista che, stendendo sul classico lettino i due principali protagonisti di questa farsa, provi a districare una matassa sempre più ingarbugliata e senza alcun senso logico.

In buona sostanza, l’ artefice di questa Giunta definita – bontà sua – di “Salute Pubblica” che aveva anticipato alla vigilia un chiarimento definitivo, prendendo atto sostanzialmente di un fallimento pressoché totale, si è dedicato per circa un’ora all’imitazione – patetica – di un sé stesso dei bei tempi andati, con una oratoria ormai biascicata del politico all’ultima spiaggia (non fosse altro che per motivi anagrafici), con la sola preoccupazione di rivendicare, ancora una volta, l’appartenenza ad un Partito che lo ha bandito una volta per tutte dalle sue fila. 

Una Sindaca, di contrapposto, in preda ad isterìa da perdita di posto di lavoro probabilmente, quasi avesse vinto un concorso nell’ Ente locale che per puro caso comporta l’obbligo di indossare una fascia tricolore in alcune pubbliche circostanze, in rappresentanza di una comunità di circa 25.000 unità. Un primo cittadino che ha urlato quasi battendo i piedi di non volersi dimettere, indispettita dallo sfarinarsi di una maggioranza consiliare trascinatasi stancamente tra innumerevoli crisi nel corso dei giorni, mesi ed anni fin qui trascorsi, dal momento della sua elezione.

E la città? Allibita di fronte all’ultima fuga dagli Uffici comunali dell’ennesimo Dirigente di un settore tra i più rilevanti,  assiste ormai rassegnata, ripiegata su se stessa. Incredula dell’incapacità condita da reiterata ignavia di cotanti e tali rappresentanti comunali, prigioniera di un incubo dal quale non si intravede al momento il lieto fine con l’arrivo di un quanto mai agognato Commissario Prefettizio” conclude il circolo del Pd.

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