IL MERCATO VA IN BIANCO E BIANCHI VUOLE CAMBIARLO

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LA VICE-SINDACA E LA CONSIGLIERA SU FRONTI OPPOSTI VALUTANO LA DEBACLE DEI PUNTI VENDITA IN PIAZZA GARIBALDI

5 MAGGIO 2020 – “Questa mattina, in coincidenza con la ripresa del mercato all’aperto,  piazza Garibaldi è stata chiusa al traffico con ordinanza che nemmeno è visibile sull’albo pretorio. Così non va” annota “Sulmona Bene in Comune”, che aggiunge: “il Comune senza parlare con nessuno, senza nemmeno comunicare a nessuno pone in essere un’operazione che fa imbufalire tutti e non serve a niente. Come si fa a dire che la ZTL non si tocca e poi si prendono provvedimenti del genere, che aumentano il disagio e irrigidiscono posizioni che sempre più sono legate alla dimensione del contro/a favore e inibiscono dialoghi più corretti e con maggiore approfondimento? Questo è il momento di aumentare il vigore del dibattito e però è il momento di una guida forte: il Sindaco prenda nelle proprie mani la guida e inneschi il dibattito sulla ripresa e la fase2 con maggiore forza, la forza di chi sa confrontarsi. Lo diciamo senza polemiche perché questo non è il momento dello scontro, ma quello del confronto e delle decisioni”.

“Incoraggiante e positivo” è definito dalla vice-sindaca Marina Bianco “l’avvio del mercato di piazza Garibaldi nella formula speciale e temporanea, dovuta all’emergenza sanitaria che ancora non è superata. Nel disciplinarlo, ci siamo attenuti scrupolosamente  alle norme di Governo, anticipando le regole dettate dall’ordinanza della Presidenza della Giunta regionale (n 54 del 3 maggio 2020), che disciplina i mercati così come inteso dal Comune di Sulmona. E’ stata questa una ripartenza importante, un segnale di speranza per le attività produttive che in questa città cercheremo di sostenere nel miglior modo possibile, al fine di consentire un ritorno alla normalità, seppur graduale e rispettando tutte le norme di Governo”

Della necessità di riaprire subito al traffico ogni mattina l’anello di Piazza Garibaldi parla, invece, la consigliera Elisabetta Bianchi, che si interroga sulla eventualità che questa strana decisione non sia da inquadrare in un disegno politico/amministrativo teso a “soffocare il centro storico ed i negozi di prossimità”

Sul mercato di Piazza Garibaldi si è abbattuta la sventura dell’epidemia. Ma prima di questa imprevedibile insidia si erano concentrate le scelte distruttive di varie amministrazioni comunali. In particolare, sul finire degli anni Novanta fu scatenata una battaglia ipocrita che nascondeva il vero fine, quello di deviare gran parte dei banchi di vendita nel nuovo mercato coperto di Via L’Aquila. La struttura, di proprietà comunale, non decollava perché non aveva la visibilità dell’antica Piazza Maggiore; perché già l’idea di fare la spesa al chiuso non entusiasmava e, poi, perché andando in piazza, si aveva opportunità di vedere molti negozi belli e ben tenuti sul Corso. L’ipocrisia stava nel ribadire che occorreva rispettare le norme igieniche, cosicchè furono elevati centinaia di verbali per la violazione di codicilli che fino al mese prima non preoccupavano nessuno e che continuarono a non preoccupare nessuno quando si seppe che il mercato coperto non era proponibile e si rinunciò definitivamente. Il colpo quasi mortale è stato inferto dalla diffusione anomala dei supermercati inseriti nei centri commerciali: l’Abruzzo è tra le regioni a più alta densità e il rapporto con la popolazione è davvero sconsiderato, frutto di una politica di espansione che risale a molto tempo fa.

Il mercato in piazza è giunto al 2019 esanime, con vistosi posti lasciati vuoti e la rinuncia di molti venditori che non trovano più conveniente questo sbocco. In una situazione del genere, pur in tempo di epidemia, l’approccio deve essere certamente diverso dall’incondizionato divieto di transito: anzi l’opportunità di giungere in auto fino ai limiti del plateatico della piazza potrebbe far recuperare il “gap” rispetto ai supermercati che hanno il parcheggio a portata di mano. La oggettiva desolazione del colpo d’occhio di stamane, con una decina di furgoni e bancarelle, può essere contrastata da una politica di incentivo, non dai deterrenti che l’attuale giunta ha imposto. I correttivi ai quali allude la vice-sindaca Bianco possono andare in questo senso. Se non saranno frutto di autentica scelta di rilanciare il mercato si vedrà subito; e non richiederanno neppure che siano applicate le stolte politiche degli anni Novanta per nascondere, con la scusa delle norme igieniche, il disegno di incentivare altri mercati.

La planimetria per la destinazione dei banchi di vendita del mercato del sabato ai tempi d’oro
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