IL COGESA SPIEGA LA PUZZA: IL CALDO, IL VENTO, L’ECONOMIA CIRCOLARE…

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ABITANTI IN STRADA DI NOTTE ESASPERATI. BIANCHI: “SINDACO NON ALL’ALTEZZA”

22 AGOSTO 2019 – Scusate il disservizio. Sembra sia questa la giustificazione che il Cogesa, tramite l’amministratore unico Vincenzo Margiotta, ha escogitato per spiegare da dove venissero i rivoltanti miasmi che l’altra notte hanno portato in strada gli abitanti della frazione Marane ed hanno provocato l’intervento dei Carabinieri perché le cose, sul fronte dell’ordine pubblico, si stavano mettendo male.

Poi sembra che nel comunicato di semi-scuse (che non abbiamo ricevuto perché al massimo possiamo informarci sul Cogesa dalla rivista patinata che pubblica senza alcuna utilità ogni trimestre; un ente formato da pubbliche amministrazioni manda a chi vuole le proprie informazioni…) abbia allestito una serie di criptiche motivazioni: il caldo, il vento, l’economia circolare. Manca solo il terzo segreto di Fatima e così la situazione di Noce Mattei sarà spiegata al colto e all’inclita. Esilarante la prospettiva di soluzione: da oggi tutto si risolve perché l’organico verrà spedito a Massa d’Albe. Poi verrà l’impianto di Navelli a dare supporto allo smaltimento. Insomma, Noce Mattei non si capisce a cosa servirà; forse a ricevere i fanghi del porto di Pescara, che non puzzano perché non si sa neppure dove sono stati interrati. Né Margiotta lo ha mai detto; è ancora in tempo per farlo, invece di incespicare nelle partite di bilancio che prima sembra in attivo poi però considera in un anno diverso le passività di un credito non recuperato.

Intanto la gente è esasperata dal puzzo e dubita che l’inoltro dell’organico a Massa d’Albe possa risolvere questa emergenza.

La realtà supera sempre la fantasia e l’ipotesi di “Metamorfosi da rifiuti” che abbiamo tratteggiato nell’editoriale dell’ultimo Vaschione in edicola e nella stessa locandina (nella foto del titolo una possibile… metamorfosi degli abitanti della Valle Peligna) sembra zucchero rispetto a questo inferno delle Marane. Insomma, una città che a malapena riuscirebbe a smaltire i suoi rifiuti e quelli dei Comuni per i quali è stato costituito il COGESA si va a prendere i rifiuti di Roma per un anno e quelli dell’Aquila per sempre (addirittura facendo entrate il capoluogo regionale nel Consorzio) o di Pescara per l’emergenza dei fanghi velenosi del porto. E deve pure rallegrarsi delle… luminose sorti e progressive della filiera produttiva del COGESA, secondo la prospettazione del periodico patinato pubblicato dal… COGESA.

Sul dibattito interviene la consigliera di minoranza, avv. Elisabetta Bianchi, già di Forza Italia e riabilitatasi dopo l’uscita dal partito. Definisce “sconclusionate e inadeguate alle funzioni e ai poteri di un sindaco” le dichiarazione di Annamaria Casini sulla protesta delle Marane: “Probabilmente troppo inebriata dai cartelloni estivi, la prima cittadina sembra atterrata oggi dal pianeta Marte e appare non consapevole delle sue prerogative. Liquida mollemente la questione limitandosi a dare la sua solidarietà ai cittadini auspicando su questo gravissimo fenomeno la convocazione da parte del Presidente del Cogesa Margiotta del controllo analogo congiunto della società partecipata. Dimentica il sindaco Casini che ella, ai sensi dell’art. 50 del Testo Unico degli enti locali, esercita le funzioni quale autorità locale nelle materie previste da specifiche disposizioni di legge tra le quali si annoverano quelle di protezioni civile, sanitarie e di igiene pubblica”. Tra l’altro, l’avv. Bianchi fa presente che: “i residenti si lamentano da mesi per le immissioni puteolente e nessun atto è stato mai adottato da lei nella sua qualità di Sindaco, al fine di verificare e monitorare il fenomeno, di individuarne la causa e di risolvere la questione che merita di essere affrontata con serietà e determinazione di azione amministrative a tutela dell’ambiente e dei cittadini che hanno diritto di vivere in un ambiente sano. L’approccio culturale e l’assetto istituzionale manifestato dal Sindaco Annamaria Casini ci conferma nella già granitica convinzione di inadeguatezza della capacità di governo da cui abbiamo il dovere di liberare Sulmona al più presto possibile, non prima di aver chiesto al sindaco Casini conto della sua azione istituzionale su questa ennesima questione fuori controllo”.

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