IL CAPO DELLO STATO SUI CAMPI DOVE SULMONA PERSE IL SUO CORRADINO

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VISITA A TAGLIACOZZO PER RICORDARE LA BATTAGLIA CHE CAMBIO’ IL MEDIOEVO

6 LUGLIO 2019 – Varcherà proprio i confini di quei Campi Palentini dove nell’agosto 1268, quando aveva appena 15 anni, Corradino di Svevia aveva sbaragliato l’esercito di Carlo d’Angiò, ma non fu avveduto nel controllare le ultime truppe e soprattutto i rinforzi che al francese giunsero per ribaltare l’esito dello scontro. Fu battaglia che decise le sorti d’Europa per i secoli successivi? Qualcuno lo sostiene; certamente decise le sorti di Sulmona che agli Svevi era stata fedele e con gli Svevi aveva combattuto proprio sui Campi Palentini. Così, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarà stamane a Tagliacozzo e poi ad Avezzano per ricordare quello scontro epocale.

Sulmona fu appunto fedele fino all’ultimo alla dinastia sveva, che le aveva regalato un re come Manfredi, figlio nato fuori dal matrimonio di Federico II e poi riconosciuto. Così fedele non fu L’Aquila, che si dice “la città di Federico”, ma che sui Campi Palentini irruppe al fianco di Carlo d’Angiò tradendo Corradino. Particolare ancora più sorprendente, proprio Carlo d’Angiò, secondo una tattica in uso soprattutto tra gli arabi, fu dato per morto e pare sia stato ritrovato un sosia che convalidò questa tesi, tanto che i soldati di Corradino si dettero alle sbornie e ai festeggiamenti. Corradino fu giustiziato in piazza a Napoli. E per Sulmona, che era anche sede del Giustizierato d’Abruzzo (una specie di Corte d’Appello odierna) si chiuse un’epoca.

Andò avanti la… città di Federico.

Nella foto del titolo un arco dell’acquedotto che Manfredi, Re di Sicilia fece costruire a Sulmona

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