GUERRA APERTA CONTRO L’ODIO E CONTRO IL SUV

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NUOVE PAGINE DELLA MISSIONE DI ANDREA GEROSOLIMO

11 GENNAIO 2020 – “Se era ed è così convinto del suo operato, ci spieghi perché non ha avuto il coraggio di ricandidarsi  e per quali ragioni abbia preferito cambiare schieramento, andandosi a collocare (o meglio, a ricollocare) nel centro destra” osservano i consiglieri comunali di minoranza Maurizio Balassone, Fabio Pingue, Francesco Perrotta e Mauro Tirabassi quando leggono da Andrea Gerosolimo che il suo mandato alla Regione è stato costellato di risultati per il centro-Abruzzo. E sul fatto che, anche lontano da ruoli di rappresentanza politica, continua a ricevere persone impegnando in tale missione intere giornate, si chiedono anche: “cosa racconta loro? Quali risposte può dare un personaggio lontano dalla politica ad amministratori che hanno bisogno di dare risposte immediate e concrete ai loro cittadini? Ed inoltre, una volta ascoltati i bisogni di tante persone (piace molto questo impeto filantropico), cosa risponde in termini concreti? Per quali motivi un uomo lontano dalla politica, secondo voci diffuse in città, tiene incontri con i suoi amici & sodali nei locali della Saca, società a capitale pubblico costituita allo scopo di gestire il ciclo integrato delle acque e non come luogo di incontro di gruppi politici. Se la notizia trovasse fondamento, il Sindaco di Sulmona, in un sussulto di orgoglio ed in esecuzione delle proprie attribuzioni istituzionali, non dovrebbe esitare un istante nel ricordare ai vertici della Società che la Saca viene partecipata dai Comuni al fine esclusivo della tutela dell’interesse generale e non quale “longa manus” degli interessi elettoralistici di Gerosolimo  e dei suoi epigoni ed alleati. Gerosolimo è molto distratto – osservano ancora i consiglieri comunali – e avrebbe bisogno di maggiore concentrazione”. Quanto, poi, al bilancio della presenza di Gerosolimo al Consiglio comunale “non c’è traccia alcuna”, “né si ha memoria di un suo intervento in aula sui tanti problemi della Città (impegnato com’era ad occuparsi unicamente dello scioglimento anticipato dei Consigli Comunali). Prendiamo atto che si sottrae maldestramente e codardamente dai temi del confronto politico. Infatti,  non dice nulla della congiura ordita con Di Masci per mandare a casa il Sindaco, né delle cinque liste pronte, né dell’attivismo suo e  dei suoi giannizzeri (alcuni dei quali sapientemente reclutati  dalla schiera dei suoi storici nemici)  per raccogliere consensi e clientele in vista delle elezioni comunali anticipate.
Sa solo trincerarsi dietro un bieco e ridicolo vittimismo e lanciare accuse che gli si ritorcono inevitabilmente contro”.

Botta e risposta continuano; e possiamo riportare la posizione dei consiglieri perché cortesemente ci mandano i loro comunicati, forse ancorati come sono ai principi di trasparenza della polemica. Da quello che si evince, inoltre, l’ex consigliere e assessore regionale definisce i suoi interlocutori “seminatori di odio” e, quindi, ripete come un pappagallo quello che diceva Silvio Berlusconi quando non aveva argomenti (quindi per il 90% delle polemiche nelle quali si imbarcava).

Al di là dei contenuti dell’attuale contesa, emerge una circostanza che dovrebbe interessare una Procura della Repubblica: Gerosolimo usa la sede della SACA per riunire il suo seguito. Non basta, quindi, l’occupazione dei luoghi deputati allo svolgimento della battaglia politica: per alcuni, in questo caso per Gerosolimo e i suoi “giannizzeri” è possibile anche occupare i luoghi di una società, privata nel nome e in effetti  partecipata da enti pubblici. Gerosolimo non dovrebbe neppure mettere piede in quella sede e il primo a non consentirglierlo dovrebbe essere il presidente, Di Loreto (quello che lo accompagna pure a Pratola Superiore per fare da testimone allo strano episodio che ha portato alla… canalizzazione di Gerosolimo ad opera del suo SUV). Non solo vi mette piede, ma vi svolge anche riunioni e relazioni che ad altri non sono consentite. Dunque, Gerosolimo si tiene lontano dalla politica (secondo quello che spera di far credere); in realtà, nessuno se lo è caricato alle ultime Regionali. Però alla SACA tiene riunioni, a spese degli utenti del servizio di distribuzione dell’acqua, che pagano salatissime bollette. E tiene riunioni in una società di quel genere, diffondendo tra i giannizzeri l’impressione che sia ancora un uomo che può, perché è notorio che chi si fa giannizzero ha anche bisogno di continue conferme in tal senso (diversamente passerebbe a fare il giannizzero presso altri perché chi è nato giannizzero non ambisce mai ad essere uomo libero, secondo l’illuminante discorso di Etienne de la Boetiè).

Dunque anche solo per l’indebita strumentalizzazione del luogo, qualcuno dovrà verificare se queste condotte siano lecite, posto che la politica si fa nelle sedi preposte e chi non riesce a farsi eleggere, come palesemente è risultato negli ultimi anni per Andrea Gerosolimo, le riunioni se le fa a casa sua, se la moglie è d’accordo. Poi, se pure i magistrati che si caricheranno di questa verifica, saranno degli “odiatori seriali”, è affare che riguarda la rappresentazione della realtà nella quale si crogiola Gerosolimo, che quando si inalbera parte pure alla guerra contro i SUV.

Nella foto del titolo una delle fatiche di Ercole, quando ancora non c’erano i SUV