GLI INFERMIERI ESPERTI FANNO LE VALIGIE E SI ASSUMONO GLI INTERINALI

137

SCANDALOSA PROCEDURA DELLA ASL – E ALLA CLINICA SAN RAFFAELE LA REGIONE VERSA OLTRE UN MILIONE DI EURO

11 NOVEMBRE 2020 – La sindaca ieri ha richiamato la Regione al dovere di intervenire con prontezza per le dotazioni di mezzi e personale idonee a contrastare l’epidemia da Covid.  E, scrivendo anche al prefetto, ha, tra l’altro, sottolineato che “la situazione è molto grave e ne va della salute pubblica delle nostre comunità”. “Ad oggi – ha scritto Annamaria Casini – il personale è ridotto, costretto a lavorare in grande difficoltà nella gestione dell’attività quotidiana in un ospedale non Covid e di pronto intervento con il continuo aumento dei contagi. Ho chiesto di accelerare la riorganizzazione del pronto soccorso con percorsi d’ingresso dei pazienti appropriati  e di potenziare il personale, dato che 1 medico a turno deve contestualmente occuparsi anche del pretriage”.

Oggi è il Partito Democratico a protestare vivacemente perché le “difficoltà di medici, infermieri e pazienti dell’Ospedale di Sulmona non sembrano interessare alla Regione Abruzzo che aumenta il tetto nella misura di 1 milione 300mila euro alla Casa di Cura San Raffaele di Sulmona senza nulla dire e nulla fare anche in favore dell’Ospedale, nonostante la gravissima situazione in cui versa. Se a questo aggiungiamo che dal nostro nosocomio la ASL, complice qualche dirigente locale, sottrae medici ed infermieri professionalizzati per trasferirli all’Aquila o ad Avezzano e contemporaneamente, per rimpiazzarli, assume tramite agenzia interinale persone magari alla prima esperienza, viene il sospetto che la sanità, anche in un momento come questo, venga usata per fini elettorali”.

Se rispondesse al vero che, da un lato il personale esperto e qualificato viene trasferito in altri ospedali e, dall’altro lato, vengono assunti lavoratori interinali, il quadro della sanità peligna assumerebbe toni davvero scandalosi. Per contrastare questo tipo di scandali non bastano i comunicati della sindaca, come non bastavano le protesta inconcludenti a marzo scorso, quando all’ospedale di Sulmona furono destinati malati di Covid da altre città senza che venisse approntato alcun percorso isolato e differenziato nell’ambito del nosocomio.