ESCLUDE ROMA IL NUOVO PROGETTO PER LA ROMA-PESCARA

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E TROVA IL SOSTEGNO DEI SINDACI DI MARSICA E VALLE PELIGNAL’ABBAGLIO SULLA ZES (ZONA ECONOMICA SPECIALE) E IL FUTURO ISOLAMENTO DI SULMONA E AVEZZANO DAL POLO ROMANO

17 APRILE 2021 – Prime valutazioni, al termine della riunione “da remoto”, di Annamaria Casini, che, quale sindaco di Sulmona, guida il Comitato  dei 60 sindaci della Marsica, Valle Peligna, Valle Subequana, Valle dell’Aniene e Reatino Laziale, Pescarese, per la trasversalità e l’alta velocità della tratta Roma-Pescara costituitosi lo scorso anno a Sulmona. “In questa assemblea – osserva la sindaca di Sulmona – è stata rilanciata la rete dei sindaci per lo sviluppo delle aree interne, che si allarga ai comuni del Lazio e agli altri della tratta Roma-Pescara, attivi sui temi dello sviluppo infrastrutturale. Questa è una battaglia di tutto l’Abruzzo, che deve essere unito per perseguire con forza l’opportunità offerta dalla revisione delle reti europee dei trasporti Ten T e sostenere il corridoio trasversale Tirreno-Adriatico in modo deciso”. Casini sottolinea che “La velocizzazione della Roma-Pescara è ormai una realtà non in discussione, già inserita nel Recovery Plan  e nella strategia nazionale con i primi interventi attuabili nei prossimi 5 anni che, insieme alla Zes trasversale e agli altri investimenti previsti sulla A24 e A25, ci consentono di guardare con più fiducia al futuro delle aree interne, che possono sperare in un riequilibrio nelle dinamiche di sviluppo grazie proprio ad infrastrutture e logistica ferma da oltre 30 anni.  Il tratto Sulmona-Pescara è interessato da questo primo intervento con i lavori previsti sulla Sulmona-Pratola P. Scafa-Manoppello e Interporto- Chieti che produrranno già i primi effetti di velocizzazione su ferro avvicinando Sulmona e la Valle Peligna alla costa, dando in tempi brevi un’occasione per contrastare spopolamento dell’area. C’è ancora molto da fare e i sindaci, come le istituzioni più vicine alle comunità e ai loro bisogni” conclude il sindaco  “devono essere uniti più che mai, vigili sentinelle nonché pungolo per l’intera classe politica regionale e nazionale, perchè sia assicurato  nel tempo il completamento dell’opera di velocizzazione della Roma-Pescara in tempi brevi, con l’ allocazione delle risorse mancanti, insieme al riconoscimento del corridoio trasversale Barcellona-Civitavecchia-Ortona-Ploce come ulteriore e decisiva azione strategica per portare l’Intero Abruzzo al centro delle politiche europee di sviluppo”.

A interlocutori ragionevoli basterebbe mostrare una cartina geografica dalla quale si evince che la “ZES” non passa per Roma e, quindi, non si può parlare di potenziamento della Roma-Pescara se si intende costruire e, in alcuni tratti, ammodernare una linea ferroviaria che da Civitavecchia raggiunga Ortona a Mare. La Zona Economica Speciale servirà a garantire quella connessione interportuale che sta alla base dell’attraversamento meridionale dell’Europa. Può essere utile, anzi strategicamente indispensabile collegare Civitavecchia a Ortona, ma non sarà il collegamento di Roma con Pescara.

Questa ovvietà ne contiene un’altra: che l’Abruzzo non avrà benefici se non si collegherà rapidamente con Roma: se, cioè, non continuerà ad essere l’appendice territoriale della Capitale d’Italia e del polo amministrativo e industriale dell’Italia centrale. Con la linea ferroviaria che L’Aquila propugna, Sulmona e Pescara potranno comunque raggiungere Roma, ma… passando per L’Aquila, Rieti, Poggio Mirteto e continuare ancora sulla Roma-Firenze. Peligni e pescaresi avranno il brivido di transitare da Poggio Mirteto a Roma sulla “direttissima Roma-Firenze”, quella sì ad alta velocità, ma solo con convogli a… velocità moderata, oppure prendendo una coincidenza. Se la sindaca Casini si sente di dire agli studenti del domani, agli impiegati che dovranno andare a Roma tra venti anni, alle maestranze, ai commercianti di aglio (con o senza la statuetta di Ovidio della quale li munirà Fabio Spinosa Pingue) che debbono passare per L’Aquila-Rieti-Passo Corese, lo dica pure. Ma non parliamo del collegamento veloce tra Roma e Pescara. Quanto a Di Pangrazio, non spiega ancora come riuscirà a far passare la ZES nella Marsica, ma ammiriamo lo sforzo.

Quindi: o si rimuove ogni allusione alla Zes, oppure, continuando a parlare di investimenti sulla ferrovia in nome della ZES, si farà un ottimo servizio agli aquilani, che infatti stanno marciando fieri e compatti su questa linea e sicuramente, come hanno già fatto per altre opere inutili (come l’”aeroporto internazionale di Preturo“), otterranno miliardi a sfascio in nome della ricostruzione post sisma e dei 309 morti del terremoto che rinfacciano sempre al governo centrale)