E NELLA POLEMICA SGARBI-SINDACA SPUNTA UNA NOTIZIA

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CON L’INSEDIAMENTO DELLA ATTUALE AMMINISTRAZIONE FU TRASCURATA LA DISPONIBILITA’ DEL CRITICO D’ARTE PER IL BIMILLENARIO OVIDIANO

4 DICEMBRE 2020 – Il prof. Vittorio Sgarbi ha fatto una passeggiata a Sulmona nella sera di martedì scorso, accompagnato da un artista di Pratola, Silvio Formichetti, e dalla consigliera comunale Elisabetta Bianchi. Non indossava la mascherina e la circostanza è stata riportata da alcuni organi di informazione. La sindaca, con una dichiarazione non espressa nel canale formale dei comunicati stampa dal Comune, ha parlato della condotta di Sgarbi “irrispettosa” della comunità cittadina (a Sulmona vige il divieto di circolare senza la mascherina) ed ha stigmatizzato il fatto che Sgarbi, che riveste il ruolo di sindaco, non abbia voluto adeguarsi ad una disposizione emanata a tutela della salute pubblica. Ha usato toni a dir poco accesi. Immediatamente Sgarbi ha fatto circolare un video nel quale ribadisce il suo dissenso sulla utilità della mascherina e il suo convincimento che per le forniture di tali prodotti si siano compiute corruttele vario; ha definito la sindaca con aggettivi in linea con il suo risentimento e ha dichiarato di dimettersi dal “Premio Sulmona”. In sostanza, si chiude la lunga parentesi di collaborazione del critico d’arte con l’ambiente sulmonese.

Tra gli aspetti che emergono da questa polemica, ci sembra che uno in particolare abbia rilievo. Sgarbi, nel comunicato diffuso dal suo ufficio stampa, ha detto che aveva fattivamente collaborato con il commissario prefettizio per organizzare il Bimillenario della morte di Publio Ovidio Nasone e che, da quando si è insediata al Comune l’attuale sindaca, nulla più è stato fatto. Diciamo che dalle parole di Sgarbi si ricava più una conferma che una primizia, perché del suo coinvolgimento avevamo saputo e del silenzio successivo avevamo avuto netta percezione.

Dunque, non è tanto sul punto della sua opposizione alle prescrizioni sanitarie che va considerato lo scontro tra Sgarbi e la sindaca, quanto su un fatto più grave ai fini degli interessi cittadini: che, cioè, l’attuale amministrazione, presa da una propensione ad amministrare secondo schemi di per se stessi discutibili, non abbia considerato il dovere primario per la valorizzazione culturale (e, quindi, sostanzialmente anche economica) di Sulmona, in un contesto che poneva il Bimillenario all’attenzione del mondo intero. La pochezza delle manifestazioni per tale ricorrenza è stata la controprova dell’approccio che questa amministrazione ha avuto ed ha con le tematiche per lo sviluppo reale della città nel contesto di oggi.

Sulmona avrebbe potuto contrastare la crisi se avesse avuto una occasione di valorizzazione nel binomio che la lega al suo poeta e che trova riscontro proprio nelle opere di Ovidio, con i continui riferimenti alla sua terra peligna. Ma per tutto quello che ha significato Ovidio in chi l’arte l’ha creata nei secoli, il Bimillenario con Sgarbi avrebbe potuto rappresentare lo spunto per creare istituzioni di lunga durata e di grande prestigio. Il tipo di gestione della cosa pubblica nel quinquennio di questo civismo bislacco era evidentemente incompatibile con una aspirazione tanto alta.