E DA BUSSI I CONTAMINANTI VOLATILI ARRIVANO DRITTI DRITTI SU SULMONA

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DRAMMATICA SITUAZIONE DALLA DISCARICA PIU’ GRANDE D’EUROPA E DALLA BONIFICA MAI PARTITA

La relazione dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta) è più che chiara: la megadiscarica di Bussi continua ad inquinare; ormai a distanza di decenni dall’epoca nella quale furono interrati rifiuti tossici e nonostante si siano avvicendati vari soggetti per una prima, insignificante bonifica. Sulla scorta dei dati sulla contaminazione nelle acque sotterranee e nei gas interstiziali, si può avere la certezza che da questa situazione non si uscirà neppure nei prossimi anni, se non saranno eseguiti interventi concreti.

In particolare, non hanno funzionato gli interventi di capping, ovvero di copertura e impermeabilizzazione della discarica, ed il sistema di emungimento delle acque sotterranee,con il prelievo di acqua di falda, poi depurata con carboni attivi e rimessa in circolo.
    L’Arta parla di “lisciviazione”, ovvero migrazione in falda di fluidi presenti nei rifiuti. Un ruolo significativo per disegnare il quadro del complessivo degrado provocato dalla industria chimica di Bussi è connesso, poi, alla immissione in atmosfera di “contaminanti volatili”, cioè i veleni che, spinti dai forti venti delle gole di Popoli, arrivano dritti dritti nella Valle Peligna e irrompono su Pratola e su Sulmona. E questa è una deduzione che non viene formulata dall’Arta, ma che è frutto di esperienza notoria degli ultimi decenni; nel periodo, cioè, nel quale i disastrosi effetti dell’azione inquinante sono stati considerati esclusivamente nella prospettiva degli interessi del paese di Bussi e giammai nella reale dimensione che coinvolge tutta la Valle Peligna. Tra l’altro, Sulmona si trovò a combattere una singolare battaglia contro l’insediamento di un cementificio al posto della Montedison a Bussi Officine; opera addirittura propugnata come soluzione dei problemi dell’occupazione della Val Tirino, da ottenere con i fondi del terremoto del 2009
    Dall’esito degli accertamenti condotti dall’Agenzia, sono state rilevate numerose eccedenze di contaminazione (Csc) particolarmente allarmanti per i composti dei solventi clorurati. Tra le criticità, si segnala l’Esacloroetano, in valori massimi a valle delle discariche 2A e 2B. Infine, nelle aree di scavo per la realizzazione del metanodotto a servizio della Centrale Turbogas di Edison, le analisi hanno evidenziato una diffusa presenza di diossine e mercurio con concentrazioni eccedenti i limiti di legge.
    “L’ultima verifica effettuata sul sito di Bussi – ha dichiarato il direttore generale dell’Arta, Maurizio Dionisio, impone la massima celerità nell’espletamento di attività di bonifica risolutive e altamente efficaci. Auspico, pertanto, la realizzazione di attività di messa in sicurezza e la predisposizione di misure di prevenzione nel minor tempo possibile”.

Nella foto del titolo la zona della discarica e il viadotto della autostrada Torano-Pescara (A25) a Bussi Officine